Tecnica acquariologica e sicurezza

Un acquario di barriera ha bisogno di moltissime apparecchiature tecniche per sostituire i naturali cicli di regolazione o i processi fisici che non si svolgono in acquario. Ciò riguarda la movimentazione dell’acqua quanto lo scambio gassoso, l’apporto di luce o altro. La tensione elettrica nell’acquariologia è pertanto presente. Certo è possibile condurre un acquario marino anche con poca tecnica, ma non è possibile farne a meno del tutto. Inoltre l’acquariologia di barriera, come anche altre forme di questo hobby, è un dominio del “fai da te”. Molti acquariofili traggono il loro divertimento proprio costruendo, assemblando ed avvitando, non solo per risparmiare sui costi, ma anche per il piacere della manipolazione creativa. Alcuni installano soltanto apparecchiature elettriche già pronte, ma altri realizzano persino pompe o lampade. Velocemente vengono occupate le prese multiple necessarie per i nuovi apparecchi, e così, facilmente, una soluzione provvisoria diventa definitiva. Fintanto che nulla accade, non ci si rende conto del rischio. Questo articolo non vuole intimorire più del necessario, perché l’acquariologia dell’acqua marina in caso di una corretta procedura non nasconde un maggiore pericolo rispetto ad altri hobby acquariologici. Ad ogni modo la mancanza di prudenza talvolta diventa molto pericolosa. Non bisogna mai sottovalutare, in particolare in questo hobby, i pericoli celati dietro a delle azioni di routine, dato che corrente e acqua salata sono dopo tutto una cattiva accoppiata. È necessario conoscere i rischi. Talvolta tra gli acquariofili appassionati del fai da te si vedono delle lampade HQI autocostruite con strutture di legno, oppure lampade fluorescenti senza collegamento di terra, coperte da fogli di alluminio (che conduce elettricità!) come riflettori, prese multiple poste in prossimità dell’acquario e degli spruzzi d’acqua o che addirittura si trovano sotto all’acquario, di modo che possono essere sommerse se qualcosa dovesse tracimare dalla vasca. Sono certamente le vie migliori verso la catastrofe, che potrebbero essere assolutamente evitate. E se si verifica un malfunzionamento, perché ad esempio la vasca del filtro tracima e il pavimento si bagna, spesso si reagisce avventatamente ed in modo sbagliato! Non potreste commettere errore più grande che precipitarvi di notte al buio attraverso il pavimento bagnato verso l’acquario dal quale provengono strani rumori e sibili, e mettere le mani nella vasca, perché ciò potrebbe costituire un serio pericolo per la vostra vita. In questi casi è importante mantenere la calma. Non camminare sopra al pavimento bagnato senza calzature asciutte, e per prima cosa disinserire l’interruttore di sicurezza, per fare in modo che tutto l’acquario sia privo di corrente. Successivamente si spengono tutte le apparecchiature elettriche prima di inserire nuovamente l’interruttore di sicurezza, e solo allora si potrà cercare la causa del guasto. Certo è giusto cercare di realizzare in proprio qualcosa, ma nell’acquariologia di barriera sarebbe opportuno limitarsi a quei settori che non hanno relazioni con la tensione elettrica. Gli apparecchi elettrici non richiedono solo l’installazione da parte di specialisti, ma anche la loro costruzione esige più esperienza di quanta normalmente sia in possesso di un comune acquariofilo, e cioè la competenza degli ingegneri che sviluppano tali prodotti. La sicurezza innanzitutto!

È importante una corretta disposizione del cavo: A Il cavo scende verso la sorgente di alimentazione: rischio. BIl cavo scende verso la sorgente di alimentazione ma è stata predisposta un’asola di gocciolamento: compromesso provvisorio. C Il cavo sale verso la sorgente di alimentazione: soluzione permanente.

È importante una corretta disposizione del cavo: A Il cavo scende verso la sorgente di alimentazione: rischio. BIl cavo scende verso la sorgente di alimentazione ma è stata predisposta un’asola di gocciolamento: compromesso provvisorio. C Il cavo sale verso la sorgente di alimentazione: soluzione permanente.

La sicurezza innanzitutto!

  • La sicurezza inizia già durante la manipolazione degli apparecchi elettrici. Non tenete in nessun caso la pompa ad immersione per il cavo. Una pompa ad immersione sott’acqua opera in sicurezza soltanto quando tra il cavo e la parte pressofusa non si è formata una fessura. Se questo però accade la pompa può trasferire tensione all’acqua.
  •  Evitate gli spruzzi d’acqua e in nessun caso installate prese o apparecchiature elettriche in maniera da poter essere raggiungibili da schizzi di acqua salata. I cavi di una pompa, lampada o di un altro apparecchio elettrico dovrebbero sempre raggiungere la sorgente di alimentazione dal basso, perché altrimenti l’acqua salata, scorrendo lungo il cavo, potrebbe raggiungere la presa. Se questo anche provvisoriamente non è evitabile, bisognerebbe sempre predisporre un’asola di gocciolamento, cioè predisporre il cavo in maniera che faccia una curva verso il basso per poi risalire verso la presa, in maniera che l’acqua eventualmente presente sul cavo goccioli e non arrivi all’innesto della spina.
  •  Utilizzate solo lampade appositamente costruite e garantite per l’acquariologia. Le normative vigenti stabiliscono con esattezza le misure di sicurezza, indicando le modalità di protezione e costruzione contro gli spruzzi o la loro tenuta stagna, e come queste possano essere utilizzate. Queste caratteristiche potrebbero diventare rilevanti in caso di incendio per una eventuale copertura assicurativa.
  •  La cosa migliore consiste nell’utilizzare un interruttore di sicurezza, che in caso di malfunzionamento interrompa tutta l’alimentazione elettrica, evitando in tal modo situazioni pericolose.

Questa foto non è stata preparata ma è relativa a un caso interessante: in una spina non era stato installato, come solitamente accade, un cavo flessibile a treccia costituito da molti sottili filamenti di rame, ma uno di tipo massiccio (3 x 0,75). La superficie di contatto tra il rame e la vite di fissaggio attraverso la sezione rotonda del cavo era ridotta, creando una resistenza al flusso cosicché, anche senza un sovraccarico, si era sviluppato calore. Questo calore ha aumentato la resistenza nel punto di contatto e si è verificato un incendio del cavo!

Elett

Foto e Grafiche: D. Knop

Maggiori informazioni sull’argomento sono disponibili nella rivista CORALLI nr. 75

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