Esistono diversi metodi per il trattamento delle malattie dei pesci da acquario. La cosa migliore e più semplice è però prevenirle. Una volta ammalato infatti, un trattamento in un acquario di barriera, per la mancanza di sostanze efficaci ed al contempo innocue per gli invertebrati, risulta difficile e spesso addirittura impossibile. Non raramente capita di dover assistere impotenti alla misera fine di questi pesci. Attraverso misure piuttosto semplici però, il rischio può essere minimizzato così che i problemi non arrivino nemmeno ad evidenziarsi. Importanti presupposti per la salute dei pesci di acquario sono le condizioni ambientali, che bisognerebbe ponderare già durante la fase di progettazione e naturalmente mentre si determina la futura comunità marina.

Condizioni di mantenimento dal rivenditore

Non osservate solamente con attenzione i pesci che intendete acquistare, ma prestate attenzione anche alle condizioni con le quali vengono mantenuti nel negozio specializzato! Un buon rivenditore applicherà ai pesci appena arrivati un periodo di quarantena, prima della vendita, di almeno due settimane. Una particolare attenzione va riposta ai pesci provenienti da strutture di vendita con filtraggio centralizzato (i germi responsabili delle malattie vengono trasferiti da vasca a vasca). Anche gli acquisti di pesci mantenuti sotto un eccessivo dosaggio di ozono e con una forte sterilizzazione di raggi UV, possono risultare problematici. I pesci in tali impianti saranno anche privi di parassiti al momento della vendita, ma per la totale mancanza di germi nell’acqua, mancano anche gli importanti stimoli per gli anticorpi. Lo stesso si può dire per i regolari impieghi di antibiotici, non infrequenti presso diversi grossisti o dettaglianti. Di questo non si potrà purtroppo avere mai una certezza assoluta, ma impianti di vendita troppo pieni di pesci, tutti senza macchia, dovrebbero far riflettere. Pesci invece mantenuti con gli invertebrati non sono, perlomeno nelle vasche del negoziante, tenuti sotto l’influsso di sostanze curative.

Vasca di quarantena – si o no?

Determinante, per la quarantena di un pesce appena acquistato, è il fatto di poterlo continuamente osservare e nel caso sottoporlo a trattamento. Se invece viene immesso immediatamente nell’acquario da esposizione e si ammala pochi giorni più tardi, non sarà probabilmente più possibile ricatturarlo per poterlo curare. Contrari alle vasche di quarantena sono argomenti come lo stress, al quale i pesci sono soggetti in particolar modo in impianti piccoli con insufficienti nascondigli o con valori dell’acqua non ottimali, come in pratica accade piuttosto spesso. Anche il successivo trasferimento in un altro acquario aggiunge ulteriore stress al pesce. Se conoscete bene il vostro rivenditore ed esso applica una valida quarantena, nel caso di un pesce dall’aspetto sano e vivace non è necessario ne sensato un secondo periodo di isolamento. Se però non sono note le condizioni di mantenimento, o il pesce mostra dei sintomi di malessere, il suo confinamento in una vasca di quarantena (ben funzionante!), è sicuramente consigliabile. Informatevi anche sulla provenienza dei pesci. Nel frattempo sono disponibili esemplari di riproduzione di molte specie di pesci, spesso più robusti di quelli catturati in natura e meno problematici nell’ambientamento. Nel caso di quelli di cattura anche la località di prelievo ha la sua importanza, dato che in base al paese di provenienza, il trattamento che gli animali ricevono durante la cattura ed il mantenimento intermedio presso l’esportatore, può essere buono o scadente. In alcune aree la cattura avviene purtroppo ancora con l’impiego di cianuro di potassio. I pesci in questo modo subiscono danni organici irreparabili, che anche a distanza di mesi ne provocano la morte senza mostrare cause evidenti.

A cosa stare attendi durante l’acquisto?

Sulla trasparente pinna sono facilmente riconoscibili i piccoli noduli bianchi, come nel caso di questo Chelmon rostratus.

Sulla trasparente pinna sono facilmente riconoscibili i piccoli noduli bianchi, come nel caso di questo Chelmon rostratus.

Non dovreste acquistare nessun pesce che nel negozio non si avvicini al cibo. L’esemplare che intendete acquistare deve essere ben nutrito, senza mostrare sporgenze ossee innaturali. Un dorso incavato è un evidente segnale di allarme. Anche se un pesce smagrito si nutre avidamente, non andrebbe acquistato perché sussiste il sospetto di un eccessivo stress provocato da impiego di medicinali o di una flora intestinale danneggiata dai parassiti. Inoltre deve mostrare un comportamento normale. State lontani da animali che stazionano apaticamente in un angolo della vasca! Sono quasi sicuramente sottoposti ad uno stress eccessivo e per questo facilmente aggredibili dalle infezioni. Se introducete un pesce del genere nel vostro acquario, dovrete fare i conti con l’insorgere di una malattia, anche se al momento dell’acquisto nessun ectoparassita era visibile. Il pesce che avete scelto dovrebbe avere una superficie liscia e pulita, senza punti o noduli bianchi o marroni (ectoparassiti), sulla pelle o sulle pinne. Una respirazione permanentemente accellerata (anche in condizioni di riposo), indica una parassitosi branchiale. Un pesce in queste condizioni è molto debilitato e deve necessariamente essere curato. In nessun caso va trasferito in acquario senza un adeguato trattamento di quarantena.

Segue parte 2