La gamma di produzione disponibile oggigiorno per l’acquariofilo marino principiante è enorme. È importante però riconoscere quella non adatta per un uso in acqua marina

Chi si occupa da molto tempo di acquariologia marina e ha seguito il suo sviluppo durante gli ultimi 25 anni avrà notato che oggi molti oggetti costano meno di un quarto di secolo fa. Va detto che non tutto quello che il mercato offre è conveniente, e non tutto quello che è conveniente è poi anche economico. Oggi però per il principiante sono disponibili sempre più prodotti “low cost” rispetto ad una volta, per poter allestire un acquario marino con una spesa minore. Molti di questi provengono dall’estremo oriente, in particolare dalla Cina, ma alcuni portano anche marchi commerciali più noti, perché ormai gli articoli in generale possono essere acquistati a minor costo. Fintanto che la qualità e soprattutto la sicurezza non vengono trascurate, non si può obiettare nulla a tale riguardo. Un prodotto, infatti, non è cattivo perché è stato prodotto in Cina. In particolare nel caso di accessori offerti a prezzi estremamente convenienti, bisognerebbe criticamente verificare se sono solo “convenienti” o “economici”. I produttori famosi garantiscono con il loro nome, ma ad esempio una pompa “no name”, può in certi casi riservare molte arrabbiature.

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Cosa può succedere?

Una fondamentale ragione per cui la merce a poco prezzo non è veramente adatta ad un acquario marino sta nel fatto che l’acqua salata è chimicamente molto più aggressiva rispetto all’acqua dolce Molte apparecchiature tecniche per l’acquario prodotte a basso prezzo non sono state concepite inizialmente per l’acquariologia marina, ma solo per quella di acqua dolce, che in tutto il mondo ha più appassionati e pertanto promette maggiori fatturati. Spesso la vendita nell’hobby dell’acqua marina costituisce soltanto una commercializzazione secondaria del produttore, senza conoscere i problemi che i singoli componenti possono sviluppare. Parte delle ventose o dei tappi realizzati in gomma, in acqua dolce possono essere utilizzati senza problemi, ma nell’ambiente dell’acqua salata sono dei veri avvelenatori. Il materiale si trasforma, diventa friabile e rigido, e soprattutto libera sostanze chimiche tossiche. Si riconoscono questi cambiamenti dal fatto che tali materiali in gomma nera tendono a scolorire se li si maneggia al di fuori dell’acqua. In questo caso però è troppo tardi, perché l’acqua dell’acquario può già essere stata avvelenata. Il silicone, al contrario, nell’acqua marina non dà problemi.

Acciaio inossidabile

Le pompe ad immersione, ad esempio, possono essere state sigillate male. Questo significa che l’acqua salata nel corso del tempo si insinua tra il cavetto e la resina epossidica che circonda il motore. Il risultato è un corto circuito elettrico che, nel migliore dei casi, è leggero e innocuo. Se però ci si trova casualmente con i calzini su un pavimento bagnato, potrebbe addirittura rivelarsi mortale. In particolare se una di queste pompe ad immersione è stata sollevata attraverso il cavo, sussiste il rischio che la sigillatura, creata dalla resina, sia stata danneggiata o che questo prima o poi accada. Anche gli ospiti dell’acquario, però, sono minacciati dai prodotti a basso prezzo. Rimaniamo all’esempio della pompa. L’asse del rotore nelle pompe troppo economiche è quasi sempre realizzato in acciaio inossidabile. Spesso ci si imbatte in assi di acciaio V2A, definito anche come “acciaio inossidabile inattaccabile dalla ruggine”. Per un utilizzo in acqua dolce è più che sufficiente, e per molte pompe è questo il target di mercato per il quale sono state concepite. Ma l’acciaio inossidabile resistente alla ruggine lo è veramente o no? Sfortunatamente no, perché nonostante questa comune definizione esso può sostanzialmente arrugginire, come si sa bene dal settore navale. V2A (numero di lotto 1.4301) si ossida soprattutto nei mezzi contenenti cloruro.

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I tappi di gomma come questo nell’acqua marina possono rilasciare veleni, come pure le ventose di gomma!

E quasi nessun materiale contiene più cloruro dell’acqua marina. Il sale da cucina, infatti, non è altro che cloruro di sodio. È resistente all’acqua marina soltanto l’acciaio della qualità V4A (ad esempio con il numero di lotto 1.4404 o 1.4571) perché, attraverso l’aggiunta del 2 % di molibdeno, ha una maggiore resistenza nei confronti del cloruro. Molto più adatti sono gli assi in ceramica, non solo perché non si corrodono, ma anche perché non soffrono della perdita del materiale dovuta all’attrito. Questo inconveniente determina un maggior gioco del rotore, che inizierebbe ad oscillare, sicché la pompa comincerebbe a fare rumore e, a causa del malfunzionamento (raffreddamento, consumo del materiale ecc.) presto a tardi dovrebbe essere sostituita. In altre parole, la pompa con l’asse in ceramica durerà presumibilmente di più rispetto a quella che lo ha in acciaio V2A. Oltretutto con un asse di quest’ultimo tipo nel medio termine l’acqua dell’acquario si avvelenerà, perché il cloruro rende sensibile alla corrosione tale materiale, e l’asse arrugginisce. In prevalenza però non lo noterete, perché lo strato di ossido viene continuamente rimosso dalla parte interna del rotore, cosicché l’asse apparirà estremamente pulito. Solo quando l’asse verrà tenuto per qualche settimana fuori dall’acquario potrete successivamente riconoscere lo strato di ossido. Per molti altri apparecchi da acquario si potrebbero ugualmente citare problematiche imputabili ai prodotti di bassa qualità, ad esempio nei termoriscaldatori. Vi consigliamo pertanto di non avere inibizioni a pagare più denaro una migliore tecnica acquariologica. Si tratta di un investimento per la propria sicurezza e per quella degli ospiti del vostro acquario. Inoltre si tratta di costi da sostenere una tantum. Di regola infatti i prodotti di alta qualità sono anche più durevoli rispetto agli accessori di basso prezzo, che di solito non riservano lunghe soddisfazioni. Chi spende poco, spende due volte.