Coralli Nr.54 (Dicembre – Gennaio 2009/2010)

PESCI FARFALLA 54

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Pesci Farfalla

SOMMARIO

  • 02 EDITORIALE
  • 03 MAGAZIN
  • 10 A COLLOQUIO CON…
  • 14 RARITA’
  • 16 REPORTAGE FOTOGRAFICO Pesci farfalla Daniel Knop
  • 22 REPORTAGE I pesci farfalla (Chaetodontidae) e la loro sistematica Inken Krause
  • 28 PRATICA I pesci farfalla (Chaetodontidae) e il loro mantenimento in acquario Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
  • 32 REPORTAGE Chelmon rostraus e C. marginalis Gemelli geografici? Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
  • 36 REPORTAGE Chaetodon punctatofasciatus e la colorazione dei tentacoli dei vermi tubicoli Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
  • 38 PANORAMICA I pesci farfalla (Chaetodontidae) in mare e in acquario Inken Krause
  • 41 IL POSTER Il riccio diadema rosso (Astropyga radiata) Daniel Knop
  • 46 VIAGGIO I coralli in modo diverso La baia di Da Nang, Vietnam Dott. Dieter Brockman
  • 52 PRATICA Fosfati addio Il Lantanio nell’acquariologia di barriera Daniel Knop
  • 60 REPORTAGE Il pomacentride azzurro (Chrysiptera hemicyanea) Sviluppo embrionale e sgusciamento Hans Werner Balling
  • 66 RITRATTI D’ACQUARIO I sogni diventano realtà! Acquario di Stephan otto
  • 70 PRATICA Il mantenimento in acquario di una specie tropicale di Nephthyigorgia Dott. Marco Krämer
  • 72 NOVITA’ DAL MERCATO
  • 74 OGNI INIZIO E’ FACILE Le pagine per l’acquariofilo marino principiante

EDITORIALE

I pesci farfalla sono apprezzati e conosciuti a causa della loro vivace livrea. Per molti profani, unitamente al mediatico “Nemo”, rappresentano l’idea stessa di pesce corallino e la loro somiglianza con le farfalle ha determinato la loro denominazione popolare in varie lingue; anche in inglese, per esempio, sono noti come “butterfly fishes”. Visto che quasi tutte le specie, come risulterà negli articoli di questo numero, sono presenti soltanto nelle zone dei reef intensamente irraggiate dal sole, proprio lì dove si estende una fitta copertura corallina, dovremmo considerarli come una sorta di “rappresentante corallino pinnuto” e pertanto inserirli (se è il caso) soltanto in un acquario di barriera. Il mantenimento dei pesci farfalla in una vasca di soli pesci, nella quale i coralli sono assenti, non è consono alla specie. Vedere un pesce corallino di tale magnificenza in un ambiente senza coralli, in un mondo per lui alieno, susciterà senz’altro compassione in un vero estimatore degli animali. Un sentimento di questo genere  mi nasce con maggior forza se immagino il mantenimento singolo di questi pesci. Nella barriera corallina non è neppure necessario osservare con attenzione per constatare che i pesci farfalla di quasi tutte le specie nuotano sempre in coppia. Fianco a fianco si muovono tra i blocchi corallini, e se uno si dedica a un vermicello oppure bruca un polipo di corallo, l’altro fa spesso la stessa cosa. Proprio questo “nuoto sincronizzato”, che accompagna questi pesci per tutta la durata della loro vita, in una enorme affinità di coppia, rappresenta una delle loro più affascinanti caratteristiche. Il mantenimento in acquario di un singolo pesce farfalla senza un compagno di coppia è per l’animale una vera tortura e necessariamente porta ad anomalie comportamentali. Chi vuole gestire in modo ottimale il mantenimento degli animali da acquario dovrebbe evitarlo.

Anche nel contrasto dei cianobatteri, in acquariologia definiti “Alghe patinose rosse”, l’ottimizzazione è necessaria, dato che esse costituiscono ancora una delle maggiori problematiche. Talvolta l’hobby dell’acquaristica trae vantaggio dalle conoscenze scientifiche. È quello che sta accadendo attualmente, dopo che i ricercatori hanno svelato un raffinato trucco fisiologico, attraverso il quale le alghe patinose sopravvivono con un ridotto contenuto di fosfati. Certamente ciò contribuisce ad una migliore comprensione dello stile di vita di questi fastidiosi batteri azzurri fornendoci qualche vantaggio in più per un positivo contrasto. Uno dei tasselli nel mosaico della lotta alle alghe patinose è di sicuro un regolare cambio parziale dell’acqua. Non è però possibile espletarlo come solitamente consigliato dagli autori, come misura mensile, bisettimanale o settimanale. La proff.ssa dott.ssa Ellen Thaler, che nei suoi svariati acquari dove per i suoi studi di etologia mantiene un gran numero di pesci corallini, giura che non c’è nulla di meglio di una sostituzione giornaliera di circa l’uno per cento del volume. Nel caso di una vasca da 500 litri si tratterebbe di cinque litri di acqua, che sono facilmente prelevabili per mezzo di un grande contenitore in precedenza riempito di acqua marina. Una rapida azione, e niente di più. Inoltre chi è abituato a tali misure sa bene che queste irrinunciabili opere di manutenzione sono tanto più efficaci quanto prima le si porta a termine.

Quello che però è possibile controllare solo in modo limitato per mezzo dei cambi di acqua parziali è l’incremento dei fosfati. Per questa ragione è irrinunciabile l’impiego degli adsorbitori. Chi ha letto con attenzione le citazioni di Eric Kästner, sa che il progresso non sempre si rivela veramente utile. Nel caso del controllo dei fosfati, ad ogni modo, c’è ancora parecchio da fare, come si evince facilmente dal contenuto presente nella media degli acquari marini. L’elemento chimico Lantanio potrebbe in futuro giocare un ruolo importante in relazione al controllo dei fosfati, in particolare nelle vasche marine molto grandi. Pertanto in questo numero abbiamo deciso di occuparci dettagliatamente di tale tematica, da un lato informando l’acquariofilo su questa sostanza sorprendentemente efficace, e dall’altro per stimolare l’industria al fine dello sviluppo di prodotti corrispondenti.

Buona lettura