Coralli Nr.6 (Settembre – Ottobre 2001)

GHIOZZI GOBIDI

6

Acquista la rivista
Leggi le condizioni di acquisto
Versione cartacea




SOMMARIO

EDITORIALE

LA POSTA DEI LETTORI

MAGAZIN

RARITA’

APPUNTAMENTI

REPORTAGE FOTOGRAFICO
Ghiozzi e Gobidi
D. Knop

ALLEVAMENTO E RIPRODUZIONE
I gobidi corallini nell’acquario di barriera
A. Sever

REPORTAGE
L’etologia di alcuni ghiozzi e gobidi marini
Prof. Dr. E. Thaler

ALLEVAMENTO E RIPRODUZIONE
La riproduzione di ghiozzi e gobidi
R. Brons

LE SPECIE
Le specie ed i generi più popolari
D. Knop

IL POSTER
Il pesce cardinale delle Molucche
Pterapogon Kauderni
D. Knop

VIAGGIO
Nella terra della luce
Spedizione per immersioni nella Norvegia del sud
F. Wieland

INCONTRO CON…
J. E. N. Veron

AMERICAN REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel

PRATICA
Polipi incrostanti
Belli e pericolosi
D. Knop

PRATICA
Un nuovo metodo di schiumazione
Lo schiumatoio a cascata
Gregory Schiemer

BIBLIOTECA

RITRATTI D’ACQUARIO
S. Mansutti

ESPERIENZE CON…
Pterapogon Kauderni
G. Morabito

NOVITA’ DAL MERCATO

CONSIGLI E TRUCCHI

 

EDITORIALE

I ghiozzi ed i gobidi sono particolarmente apprezzati da molti acquariofili marini. Per questa ragione ci siamo occupati nel presente numero della rivista in maniera intensiva del gruppo di questi pesci. Dato che conducono una esistenza territoriale e pertanto necessitano solo di un limitato ambiente vitale, questi animali sono in grado di sviluppare anche nello spazio di un piccolo acquario, un comportamento molto naturale. La cosa risulta interessante non solo in vista del loro mantenimento in acquario, ma anche della possibilità di ottenerne la riproduzione. Quali siano le prospettive a riguardo e quali le osservazioni comportamentali che la famiglia dei ghiozzi e dei gobidi possono rendere possibili, ve lo svelano gli autori del nostro tema principale “Ghiozzi e Gobidi”, che hanno analizzato profondamente l’argomento. Anche la prima riproduzione di una nuova specie di questi pesci, della quale abbiamo già avuto modo di scrivere, si può ricondurre ad uno di questi autori. Tuttavia la riproduzione di organismi marini in acquario non è sempre sinonimo di gioia incondizionata. Solo pochi anni di acquariologia marina di barriera ci separano dagli entusiasmi per la propagazione dei polipi incrostanti dell’ordine dei Zoanthidea. Ancora oggi si possono ascoltare resoconti e consigli sulla cura in acquario di questi invertebrati. La loro immagine di abitanti di acquario belli e robusti sta tuttavia gradualmente cambiando. Bisogna ammettere che sono affascinanti, osservando una colonia di questi polipi incrostanti, ci viene in mente il ricordo di un prato fiorito e si comprende d’incanto la ragione che in passato ha “coniato” l’espressione di “animali fioriti”. Perlomeno per alcune specie, le colonie di polipi una volta tanto ben volute, si sono tramutate in una incombenza ed in qualche occasione addirittura in una minaccia per l’acquariofilo. Lo evidenziamo con un esempio che non è purtroppo rimasto un caso isolato. Innumerevoli invertebrati si mantengono nel frattempo molto meglio in acquario rispetto a circa dieci anni fa. A questi appartengono i coralli duri dei più diversi generi, e della cui riproduzione in acquario molti non osavano neppure sognare, e purtroppo anche alcuni organismi indesiderati che si moltiplicano in maniera invasiva, danneggiando e limitando moltissime specie di coralli. Il progresso tecnologico nel campo dell’acquariologia di questi ultimi anni ha sicuramente contribuito migliorando non solo le condizioni vitali dei coralli ma anche di un vasto “catalogo” di organismi indesiderati e dannosi per l’acquario di barriera. Ovviamente questa non vuole essere una presa di posizione contro il progresso nell’acquariologia marina, come nel caso delle nuove tecniche di schiumazione . Dopo che nel numero 4 il Prof. Terry Siegel ci riportava notizie sullo schiumatoio a cascata, numerosissime richieste sono giunte da parte dei lettori. Certamente alcuni acquariofili erano già a conoscenza di questo sistema, ma per la maggioranza era ancora un argomento ignoto. Ma se si vuole avere un’idea di ciò che una novità significa, e soppesare uno accanto all’altro sia i vantaggi che gli svantaggi, bisogna conoscerli. Per questo abbiamo chiesto all’americano Greg Schiemer, che ha presentato lo schiumatoio a cascata cinque anni fa negli USA, di fornire ai nostri lettori più informazioni a riguardo. Alla domanda “gli acquariofili di barriera hanno veramente bisogno di quest’apparecchio?” non si può rispondere con chiaro “si”, ma l’atteggiamento nei riguardi di questa tecnica innovativa potrà forse generare in molti un impulso per nuove realizzazioni. Lo scambio di esperienze non è solo utile per il mantenimento e la riproduzione degli abitanti dell’acquario, ma anche nel campo della tecnica acquariologica, dato che molti successi nell’allevamento degli animali hanno origine propria da qui. Alcuni lettori lo avranno già notato in diversi settori lo spazio per CORALLI comincia a diventare stretto. Dato che non vogliamo in nessun caso accorciare gli articoli né tantomeno ridurre il formato delle fotografie, il numero delle pagine sarà portato da 80 a 96. In questo modo saremo in grado in futuro di offrirvi ancora più acquariologia marina!

Buona lettura

Daniel Knop