Coralli Nr.63 Pesci ago

PESCI AGO

63

 

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Pesci ago

SOMMARIO

  • 2 EDITORIALE
  • 3 MAGAZIN
  • 8 A COLLOQUIO CON
  • 10 RARITA’
  • 12 REPORTAGE FOTOGRAFICO
    Pesci ago
    Inken Krause
  • 22 REPORTAGE
    La sistematica dei pesci ago
    (Syngnathinae)
    Inken Krause
  • 29 REPORTAGE
    I pesci ago in acquario
    Inken Krause
  • 32 REPORTAGE
    I pesci ago nell’acquario di barriera e alcune considerazioni a riguardo
    Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
  • 36 REPORTAGE La riproduzione dei pesci ago dalla striscia blu ( Doryrhamphus excisus )
    Till Deuss
  • 40 PANORAMICA
    I pesci ago ( Syngnathidae) in mare e in acquario
    Inken Krause
  • 43 POSTER
    Il gramma di De Jong ( Gramma dejongi )
    Inken Krause
  • 48 VIAGGIO
    Da XXS a XXL – Impressioni dal mondo subacqueo dello Yucatan
    Werner Fiedler
  • 56 REPORTAGE
    Organismi potenzialmente dannosi o veri parassiti?
    Daniel Knop
  • 61 REPORTAGE Anemoni a tappeto in formato mini Stichodactyla tapetum
    Dott. Maik Friedrich
  • 65 RITRATTI D’ACQUARIO
    Coralli duri più colorati delle pietre preziose
    Acquario di Manfred Trusheim
  • 68 OGNI INIZIO E’ FACILE Le pagine per l’acquariofilo marino principiante
  • 71 INFORMAZIONI DALLE AZIENDE

EDITORIALE

I pesci ago sono maestri della mimesi e, come troverete scritto in maniera molto precisa in un articolo di Inken Krause, esistono pesci che sembrano non essere affatto… pesci. I pesci ago senza dubbio fanno parte di questa categoria. L’affascinate capacità di sviluppare un mimetismo altamente efficace la condividono con tutti i parenti del gruppo dei pesci con la bocca tubolare, vale a dire i cavallucci marini. Ad ogni modo, non si nascondono dalla loro preda ma dai predatori che cercano di catturarli. Come in svariati altri ambienti del nostro pianeta, l’esistenza nel reef corallino costituisce un continuo bilanciamento tra i due interrogativi: “chi posso mangiare?” e “chi può mangiarmi?”. Chi risulta difficile da scoprire, in definitiva, vive più a lungo, produce un maggior numero di discendenti e logicamente riesce a diffondere di più anche i propri geni. Questa tendenza all’invisibilità che ha portato nei pesci ago allo sviluppo di una forma corporea affusolata, alle pinne trasparenti e persino ad una bocca tubolare, con la quale la preda può essere aspirata senza un riconoscibile movimento del corpo, può essere interpretata come parte della mimesi. Naturalmente i pesci ago sono degli ospiti graditi e interessanti anche nell’acquario marino. Il loro adattamento a determinati ambienti, però, rende più difficile mantenerli in un comune acquario di barriera insieme a pesci chirurgo, castagnole, ghiozzi e altri. Sono troppo specializzati in particolari animali da nutrimento e metodi di predazione. La frenetica competizione in una normale vasca di comunità non si addice affatto alla maggioranza di loro. Esistono però anche delle specie che si sentono sostanzialmente a loro agio in un acquario di questo tipo, e d’altro canto altre che rappresentano degli occupanti ideali per una piccola e tranquilla Nano vasca.

In ogni caso, un Nano acquario di barriera rappresenta uno strumento ideale per delle stimolanti osservazioni degli animali marini. Vi possiamo mantenere animali che, in un abituale acquario di comunità, non avrebbero quasi alcuna possibilità di sopravvivenza. Inoltre, in questa maniera, riusciamo a percepire una maggior quantità di dettagli dei nostri ospiti, perché la possibilità di osservazione è più ravvicinata. Anche gli abitanti marini che utilizzano come ospite determinati invertebrati per nutrirsi del loro tessuto, possono essere studiati in queste piccole vasche, ed anche molto meglio che nell’ambiente naturale, nel quale noi umani possiamo essere solo degli ospiti per un tempo limitato. Attraverso tali osservazioni dettagliate a volte si appura che l’immagine che abbiamo di una comunità di questo genere viene di frequente interpretata in maniera incompleta ed errata, per esempio quella tra il granchio ragno del genere Hoplophrys e il suo corallo ospite Dendronephthya ,. Ci lasciamo indurre con eccessiva facilità nel classificare come parassitario il comportamento di determinati animali marini, perché non riusciamo a riconoscere il vantaggio che ne trae l’ospite. In tal senso l’acquariologia marina può dare un contributo sensibilmente maggiore alla comprensione di queste convivenze nel reef corallino.

L’acquariologia non fornisce tuttavia soltanto risultati seri. Un buon esempio a tale riguardo è stato il “polpo oracolo” Paul, il cui nome deriva dal titolo di un racconto per bambini scritto dall’autore tedesco Boy Lornsen “ Tintenfisch Paul Oktopus ”. Paul visse dal 2008 al 2010 nel Sea Life Center di Oberhausen, in Germania. Per gran parte della sua vita era occupato nel predire i risultati delle partite di calcio del campionato europeo del 2008 nonché dei mondiali del 2010. Mai alcun altro mollusco ha goduto di una tale popolarità mediatica a livello mondiale come il polpo Paul, che possiede addirittura una propria voce su Wikipedia. Il 26 ottobre del 2010, appena quattro mesi dopo aver predetto correttamente persino il risultato della finale dei mondiali di calcio in Sudafrica, il polpo Paul morì nel suo acquario marino di Oberhausen. Non ha importanza se come intelligente cefalopode o “predatore carnivoro”, ma certamente Paul ha lasciato un bel ricordo.

Buona lettura