Vi presentiamo la descrizione di questo bellissimo acquario di un nostro lettore che però ha dovuto confrontarsi con una esperienza che, seppur inizialmente molto interessante, alla fine ha compromesso tutto l’acquario.

Acqua1

Vista frontale dell’acquario.

Dopo una carriera acquariologica standard iniziata con dei pesci vivipari, dei ciclidi, acquari con piante e Discus, attraverso le immersioni nei reef corallini tropicali crebbe anche il desiderio di portasi nel salotto di casa questo magnifico e colorato mondo subacqueo. Un acquario marino era la soluzione. Nella vasca vengono mantenuti esclusivamente animali che conosciuti in seguito alle vacanze da subacqueo, e la conoscenza acquisita durante le immersioni riguardo alle necessità vitali dei pesci corallini fa in modo che nell’acquario non finiscano degli animali che diventano troppo grandi o le cui esigenze di movimento non possono essere soddisfatte nelle ristrettezze di un contenitore di vetro.

L’Acanthurus achilles con la sua colorazione da “benessere”; il pesce pulitore Labroides dimidiatus lo mantiene in salute.

L’Acanthurus achilles con la sua colorazione da “benessere”; il pesce pulitore Labroides dimidiatus lo mantiene in salute.

Già a da ragazzo  iniziò a scoprire la fotografia con la sua prima macchina fotografica reflex (Nikon EM). Con una crescente professionalità crebbero naturalmente anche le aspettative relative al proprio lavoro, ma seguì ben presto la consapevolezza che praticamente tutte le foto subacquee (almeno quelle possibili per appassionati ambiziosi) erano già state fatte. Alla maggioranza dei fotografi questo non dà fastidio, ma al nostro lettore sì, e pertanto ha cercato nella videoripresa macro HD una nuova sfida. Le tre settimane che trascorre annualmente con le immersioni sono dedicate da quel momento alla produzione di filmati subacquei. La macchina fotografica non è per questo stata bandita: nel proprio “reefstudio” vengono scattate a pesci e invertebrati delle foto che in immersione non sarebbero quasi possibili. Il comportamento sociale, in particolare il corteggiamento, le relazioni di simbiosi, il comportamento pulente ecc., nelle condizioni di un acquario possono essere documentate molto meglio, perché in questo caso il fotografo non subisce la pressione del tempo, non dipende dall’umore del mare, e gli scenari sono quasi sempre riproducibili. Anche dopo molti anni di acquariologia marina sono ancora presenti  nuove motivazioni e non è in previsione alcun termine alla passione!

Una affascinante simbiosi di pulizia: Periclimenes sp. e Acanthurus leucosternon

Una affascinante simbiosi di pulizia: Periclimenes sp. e Acanthurus leucosternon

Spesso gli acquariofili concentrano la loro attenzione sui pesci o sui coralli, mentre in questo caso entrambi sono presenti in abbondanza, e tutti gli animali crescono bene, anche se nella manutenzione dell’acquario vengono adottati percorsi non convenzionali e non ci si attiene affatto alle ”ricette brevettate” di moda. Generalmente si afferma che il regolare cambio parziale dell’acqua sia essenziale per la salute dei coralli, e qualcosa di simile vale la pignoleria con la quale si sostituiscono le lampade “esaurite”. In questo acquario non si effettuano spesso dei cambi d’acqua, ma quando giunge il momento ciò avviene in abbondanza: il 30 – 60 % diviso in quarti, suddivisi per una settimana. Le lampade HQI vengono sostituite solo ogni tre anni, quelle fluorescenti T5 a volte addirittura più raramente. È un miracolo che i coralli crescano lo stesso in modo eccezionale formando attraenti colori naturali, ma è un dato di fatto visto che accade. La struttura di barriera è composta al 100 % da ceramica corallina. Inizialmente sono state utilizzate delle rocce vive completamente convenzionali, ma in questo modo subentravano sempre dei problemi a causa di presenze indesiderate introdotte con queste, e pertanto alla fine furono impiegate soltanto delle rocce artificiali. In questo modo si hanno anche dei vantaggi nell’allestimento: la ceramica è sensibilmente più flessibile da collocare rispetto alle rocce vive, e pertanto è stato possibile realizzare un reef capace di fornire da diverse angolazioni visive uno sfondo ideale per le scene fotografiche. Con il tempo la ceramica si è popolata con svariati esseri viventi: dove non cresce alcun corallo, si sono insediate diverse spugne, vermi tubicoli e altri piccoli invertebrati. Il materiale morto è stato completamente colonizzato da forme di vita e otticamente non può più essere distinto dalle rocce coralline naturali.

Apparentemente le conoscenze biologiche ottenute attraverso le immersioni e le esigenze estetiche del fotografo hanno contribuito a ricreare una armonica presenza di animali, perché in questo caso molto ricorda i reef corallini naturali. Nonostante la grandezza dell’acquario, dominano i pesci piccoli, e i rappresentanti delle specie più grandi sono opportunamente dosati. Le castagnole, i piccoli labridi e i ghiozzi caratterizzano l’immagine complessiva lasciandola pulsare per la vivacità dei colori. Colpisce visivamente il pesce chirurgo dalla macchia arancione (Acanthurus achilles), che in sostanza è da considerarsi un ospite alquanto delicato (e che può sostanzialmente essere sconsigliato!), ma che in questo acquario cresce bene. Forse la ragione di questo insolito successo sta nella mancanza di concorrenza da parte di altri animali grandi e aggressivi? Tra gli animali urticanti prevalgono i coralli duri, tra questi sono presenti specie a polipo piccolo e grande in una relazione quasi bilanciata. Grazie ad una intensa schiumazione e ad un corretto dosaggio di minerali (vedi scheda) essi sono magnificamente colorati, come nei reef naturali, e non soffrono per carenza di nutrimento.

Una coppia di pesci angelo pigmei Centropyge multifasciata durante il corteggiamento serale.

Una coppia di pesci angelo pigmei Centropyge multifasciata durante il corteggiamento serale.

Ogni acquariofilo marino prima o dopo deve affrontare dei piccoli problemi. Naturalmente anche in questo caso non sono mancati flagelli come i turbellari, e si è dovuto lottare anche contro i fosfati. Talvolta però i problemi vengono anche creati e quello capitato qui si è manifestato con otto arti: un Octopus vulgaris. Inizialmente, quando entrò nell’acquario, questo piccolo cefalopode era ancora grazioso, grande appena 5 cm e spaventosamente attraente! Era molto socievole: se dei visitatori si avvicinavano all’acquario estendeva sempre un arto per salutare. Spesso però era anche di cattivo umore, e quando non gradiva qualcuno allora non salutava cordialmente ma al contrario spingeva un getto d’acqua fuori dalla vasca. Fintanto che il polpo era ancora piccolo, questo comportamento era fondamentalmente divertente, ma il polpo crebbe diventando forte e robusto. Durante la somministrazione del mangime cercava di tirare in acqua la mano di chi forniva il cibo, iniziando a separare la struttura rocciosa e cambiando la decorazione dell’acquario a suo piacimento. Quando l’acquario da 800 litri di allora aveva raggiunto l’aspetto di un cantiere ed era dominato solo dal polpo, si decise a malincuore di separarsi dal polpo. L’animale non si lasciò naturalmente catturare senza resistenza, e dopo che il tiro alla fune di diverse ore tra le due braccia dell’uomo contro gli otto arti del cefalopode volse alla fine, l’acquario necessitava di un basilare risanamento…

SCHEDA TECNICA

Grandezza, volume, esistenza: la vasca principale ha una forma asimmetrica, 255 x 70/80 x 68 cm circa 1.250 litri, rifugio 70 x 70 x 35 cm, circa 170 litri, vasca filtro 95 x 60 x 50, circa 280 litri, da aprile 2006.

Coralli duri a polipo piccolo (SPS): 15 specie Acropora, per esempio A. desalwii, A. humilis, A. granulosa, A. echinata, A. elegans, A. monticulosa, 5 specie ramiformi di Montipora, per esempio M. digitata in tre varianti cromatiche, M. ispida, 5 specie Montipora dalla crescita a calice, per esempio M. hodgsoni, M. effusa, M. capricornis, come pure 3 specie Montipora dallo sviluppo incrostante, per esempio M. hoffmeisteri, M. nodosa, M. verrucosa, Psammocora superficialis, Seriatopora spp. e Stylophora spp.

Coralli duri a polipo grande (LPS): Acanthastrea bowerbanki, A. brevis, A. maxima, A. ishigakiensis, Blastomussa wellsi, Catalaphyllia jardinei in diverse varianti, Cycloseris tenuis, Duncanopsammia axifuga, Euphyllia ancora, E. paradivisa, E divisa, Favia danae, F. maxima, Favites speciosa, Herpolitha in variante arancione, Micromussa amakusensis, Pavona decussata, P. frondifera, Physogira lichtensteini, Trachyphyllia geoffroyi, Tubastrea faulkneri, Turbinaria reniformis, T. mesenterica.

Coralli molli, alcionidi e gorgonacei, anemoni: 3 specie Sarcophyton (S. elegans, S. ehernbergi, S. sp), Sinularia flexibilis, Anthelia. Xenia umbellata, diverse Dendronephtya, Plexaurella dichotoma, Gorgonia ventalina, Menella sp., diversi gorgonacei azooxantellati, Entacmaea quadri color, diversi anemoni di sabbia.

Pesci: Amphiprion percula (coppia; vive nell’Entacmaea quadri color), Acanthurus achilles, A. leucosternon, Zebrasoma flavescens, Pseudanthias evansi (gruppo), P. pulcherrimus, Amblyeleotris aurora (coppia; vive insieme con Alpheus randalli, Sychiropus stellatus (coppia), Halichores chrysus (coppia), Labroides dimidiatus (coppia), Macropharyngodon ornatus (coppia), Paracheilinus maccoskeri (coppia), Pseudochelinus hexataenia, 3 Chromis atripectoralis, Salarias guttatus, Centropyge multi fasciata (coppia), Centroppyge flavissima (coppia), Elacatinus evelynae (coppia), 3 Gobiodon okinawae, Corythoichthys sp.

Invertebrati non sessili: Alpheus randalli, A bellulus, A. ochrostriatus, diversi granchi, diversi gamberetti, per esempio Periclimenes sp.

Illuminazione: lampade di propria costruzione con riflettori in metallo (lunghezza dei riflettori circa 1,80 metri) con 3 x 250 W (10.000 K) e 3 x 175 W (10.000 K), come pure 4 x 80 W T5 e 4 x 24 W T5; durata giornaliera dell’illuminazione nel complesso di 14 ore.

Movimento dell’acqua: 3 x Tunze Stream 1.200 l/h, 3 x Tunze 6055 5.500 l/h, Polario 22.000, riflusso dalla vasca tecnica circa 6.000 l/h.

Decorazione: quasi esclusivamente ceramica; dei vecchi alcionidi e delle Tridacna sono posti sulle rocce vive.

Trattamento dell’acqua: schiumatoio Bubble King 300, Deltec filtro a letto fluido, reattore di calcio, filtraggio a carbone, metodo vodka, preparazione dell’acqua di osmosi con MB 20. Apporto di minerali, manutenzione: cambio dell’acqua 4 x anno, in modo variabile 30 % e 60 %, nel caso di valori dei PO4- troppo elevati anche 80 %, giornalmente 5 – 15 ml di vodka, iodio e stronzio secondo necessità, NO3- sotto 4 mg/l.

Alimentazione: quasi esclusivamente mangime secco (mangimi congelati per i nuovi arrivati), da qualche mese fito e zooplancton (tipi diversi).