Quale concentrazione di nitriti è tollerabile?

Sostanzialmente la concentrazione di nitriti in acquario, anche in casi eccezionali, non dovrebbe superare un valore di 0,1 mg/l. Certo possono essere tollerati valori più elevati rispetto all’ammoniaca, ma i nitriti, a causa della prolungata tossicità anche molto dopo l’apice della concentrazione, possono ancora avere effetti negativi sull’organismo. Nelle vasche di quarantena il filtraggio biologico (nitrificazione e denitrificazione) è spesso insufficiente, e inoltre le elevate fluttuazioni di carico peggiorano la formazione di una stabile popolazione di batteri, a causa della variabile presenza di animali. In acquari con fondale e un allestimento con un’ampia superficie colonizzabile dai batteri, normalmente si forma una popolazione stabile di microrganismi, che tollera meglio le variazioni di carico rispetto alle vasche “nude” di quarantena o di riproduzione.

La riduzione di concentrazioni elevate di nitriti

Forti aumenti di nitriti possono essere rapidamente ridotti attraverso cambi parziali dell’acqua (con acqua marina “matura”). Un effetto ugualmente favorevole è dato dall’apporto di ossigeno all’acqua e l’impiego di adsobitori. Un aumento del pH invece non può ridurre la tossicità dei nitriti. Al contrario, nel caso di una intossicazione da nitriti spesso può essere d’aiuto collegare al sistema colpito un filtro biologico già rodato. In ogni caso, bisognerebbe sempre assicurarsi che con il filtro non vengano introdotti ectoparassiti nell’acquario, perché i pesci a causa dell’elevata concentrazione di nitriti sono estremamente sensibili. Un’altra possibilità per ridurre la concentrazione di nitriti in acquario consiste nell’impiego di preparati con batteri di nitrificazione alofili (“che amano l’acqua marina”), che però non porta sempre al successo. È molto importante evitare fin dall’inizio concentrazioni di nitriti troppo elevate, per esempio attraverso un aumento graduale e non improvviso degli abitanti dell’acquario. Inoltre la quantità di mangime somministrato non deve essere incrementata rapidamente.

E' sempre opportuno verificare l'assenza dei nitriti per evitare qualsiasi rischio di intossicazione dei pesci presenti nell'acquario.

E’ sempre opportuno verificare l’assenza dei nitriti per evitare qualsiasi rischio di intossicazione dei pesci presenti nell’acquario.

In ogni caso va altresì evitata anche una carenza nella somministrazione oppure una alimentazione con mangimi poveri di sostanze vitali perché, come sopra esposto, la capacità di resistere dei pesci nei confronti di elevati valori di nitriti diminuisce enormemente. In un acquario marino non ancora “rodato” in nessun caso dovrebbe trovare utilizzo un filtro per nitrati (= filtro di denitrificazione), il cui compito è quello di ridurre battericamente i nitrati trasformandoli in azoto. La ragione è semplice: di solito trascorrerà del tempo prima che tali filtri per nitrati funzionino in modo ottimale, e per tutto il periodo sussiste il rischio che trasformino i nitrati in nitriti, aumentando quindi la concentrazione di questi ultimi nell’acquario. Le concentrazioni possono rapidamente superare i 10 mg/l all’uscita del reattore di nitrati, ma in un acquario avviato non giocano alcun ruolo. A questo scopo, però, la nitrificazione batterica nell’acquario deve assolutamente funzionare in modo stabile altrimenti incombe una intossicazione da nitriti. I sistemi denitrificanti vengono sostanzialmente gestiti tramite un bypass, hanno cioè un rateo di flusso molto ridotto, negli acquari di barriera al massimo 1 % all’ora, spesso notevolmente meno. I nitriti che finiscono in acquario vengono rapidamente trasformati nei nitrati relativamente atossici dal filtro per nitrati o dalle reazioni di anammox (per esempio nei filtri a letto sabbioso profondo). In questo modo i nitriti di un filtro per nitrati possono arricchirsi solo molto lentamente e nell’acqua dell’acquario non sarà ravvisabile in concentrazione elevata. Se il contenuto di nitriti in un acquario marino avviato, nel quale non sono evidenti fattori di disturbo, si colloca oltre 0,1 mg/l è necessario controllare scrupolosamente la tecnica filtrante installata. È facilmente attuabile un ingrandimento della superficie batterica attiva per la nitrificazione. Possono rivelarsi d’aiuto anche dei filtri aggiuntivi come quelli ad alghe, il rifugio, il letto sabbioso profondo o il sistema Jaubert. In alternativa il carico può essere ridotto rimuovendo dal sistema alcuni animali che devono essere nutriti. Ridurre la somministrazione di mangime per animale sotto la soglia di ottimizzazione dovrebbe essere una misura da adottare solo in casi di assoluta necessità per una temporanea soluzione del problema.

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