La precipitazione del Magnesio da acqua calcarea

Tuttavia il Magnesio può andare perso in via puramente chimica, sopratutto quando vengono dosate grandi quantità di acqua calcarea (soluzioni di Idrossido di Calcio). I sedimenti provocati che tendono a depositarsi sul fondo, possono contenere discrete quantità di Idrossido di Magnesio difficilmente solubile. Ma l’impiego di acqua calcarea porta automaticamente ad una precipitazione del Magnesio? Secondo la mia esperienza questo normalmente non avviene. Tuttavia bisognerebbe fare in modo che l’acqua calcarea venga dosata in una parte della vasca con molta corrente. Attraverso una rapida circolazione infatti, si ottiene un rimescolamento continuo delle biancastre particelle di precipitazione dovute all’acqua calcarea, che in questo modo vengono nuovamente riportate in soluzione. Se il dosaggio è eccessivo o si introduce il liquido troppo rapidamente, si può però provocare una effettiva e non trascurabile precipitazione di Magnesio. Questa può essere provocata anche in un modo poco considerato, quando si dosa l’acqua calcarea in prossimità del flusso di ingresso di uno schiumatoio (o di risucchio della sua pompa). Alcuni acquariofili non fanno gocciolare il liquido calcareo all’interno dello schiumatoio, per ottenere una riduzione del contenuto di fosfati dell’acquario, ma dosano l’acqua calcarea vicino al risucchio della pompa. Chiaramente funziona anche in questo modo, ma il metodo può portare a due indesiderati effetti collaterali: perdite di Magnesio e precipitazioni di Carbonati di Calcio nella pompa. In questo modo infatti, le minuscole particelle di Idrossido di Magnesio formatesi vengono eliminate dall’acqua dallo schiumatoio, prima che possano rientrare in soluzione.

Il Magnesio è un elemento importante nell’acquariologia  di barriera. Foto: D. Knop

Il Magnesio è un elemento importante nell’acquariologia di barriera. Foto: D. Knop

Misurazioni di Magnesio

Come si può misurare il contenuto di Magnesio dell’acqua? Per quelli più benestanti si consiglia la spettroscopia di assorbimento atomico. Tutti gli altri dovranno avvalersi dei test a titolazione, sicuramente sufficienti per un impiego acquariologico. In sostanza esistono due possibili vie per la determinazione del contenuto di Magnesio di un campione d’acqua con un test a titolazione: diretto o indiretto. Il Magnesio ed il Calcio hanno caratteristiche chimiche molto simili. Ambedue si legano rapidamente all’EDTA (acido etilen-diamino-tetracetico), e alle sostanze coloranti che sono utilizzate per determinare il punto finale dell’EDTA durante la titolazione. Per questo deve essere trovato un modo di separarli con l’aiuto delle loro differenze chimiche.

-Nella misurazione diretta del Magnesio, viene immesso per primo un agente che reagisce con gli ioni di Calcio portandoli alla precipitazione. La classica sostanza impiegata nel procedimento è l’acido ossalico. Quando, durante una misurazione del Magnesio aggiungete una sostanza che intorbidisce la provetta, state impiegando il metodo diretto di titolazione.

-Nella misurazione indiretta del Magnesio viene prima determinata la durezza totale, ovvero la quantità di Calcio e Magnesio. Successivamente viene effettuata una specifica misurazione del Calcio, che normalmente fa precipitare il Magnesio, per poter determinare il valore del primo con l’aiuto di una titolazione EDTA. Per evidenziare la concentrazione di Magnesio basta ora sottrarre quella del Calcio dal valore totale. Nel metodo indiretto tuttavia, è necessario convertire i risultati ottenuti di durezza totale e ioni di Calcio nella stessa scala di misura, prima di poter ottenere il responso finale. Questo dato di fatto, fa si che il metodo diretto di titolazione sia quello più impiegato in acquariologia.

Quanto Magnesio?

SALINO Mgplus è un integratore di magnesio in polvere, il suo utilizzo è consigliato qualora si abbia la necessita di alzare il valore di tale componente che nell’acqua marina è di circa 1200-1350 mg/l.

SALINO Mgplus è un integratore di magnesio in polvere, il suo utilizzo è consigliato qualora si abbia la necessita di alzare il valore di tale componente che nell’acqua marina è di circa 1200-1350 mg/l.

Alla fine rimane senza dubbio ancora una domanda molto importante: quanto elevata deve essere la concentrazione di Magnesio in un acquario di barriera? Sfortunatamente la letteratura scientifica non ci rivela quasi niente su questo tema. E’ noto comunque, che una concentrazione di Magnesio particolarmente elevata (diverse volte quella naturale), ha un effetto anestetizzante (stordente), o rilassante (rilascia la muscolatura). Per questo non bisognerebbe semplicemente introdurre Magnesio senza averne preventivamente determinato la concentrazione. Sicuramente è molto difficile arrivare a valori di tossicità, ma un dosaggio troppo abbondante costituirebbe tuttavia uno spreco. A 1.000 mg/l di Magnesio, che corrispondono a circa due terzi della sua concentrazione naturale di 1.350 mg/l, non ho potuto osservare nessun segno di malessere tra gli organismi marini. Se questo succede anche al di sotto dei 1.000 mg/l, non mi è noto. Molti sanno naturalmente che il Cloruro di Magnesio è una sostanza chimica largamente usata. Chi è pratico in questo campo e ha voglia di lavorare con un concentrato di Magnesio preparato da se, deve fare attenzione affinché questo prodotto non alteri la relativa concentrazione degli anioni dell’acqua. E’ molto importante che il concentrato incrementi solamente la quantità di ioni di Magnesio, e non il rapporto tra quelli di Cloruro, Solfato, Boro ed altri. Non è per questo sufficiente dosare semplicemente Cloruro di Magnesio o Solfato di Magnesio. Dato che i Cloruri e i Solfati sono gli elementi più importanti nell’acqua marina, bisognerebbe impiegare una parte di Solfato di Magnesio e dieci parti di Cloruro di Magnesio; evitando in questo modo di alterare l’equilibrio naturale almeno tra questi due anioni.

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