Come anche in natura l’habitat delle singole tridacne differisce, anche le esigenze per il mantenimento in acquario non sono le stesse per tutte le specie. In questo doppio articolo saranno fornite alcune indicazioni. Hippopus porcellanus, Tridacna mbalavuana e T. rosewateri non sono state però prese in considerazione, perché non sono disponibili per il mantenimento in acquario. Durante l’acquisto di una tridacna prestate attenzione al fatto che nella vasca di vendita si apra perfettamente, il mantello sia ampiamente esteso, sia presente una rapida reazione di chiusura e che non siano visibili sbiancamenti. L’apertura di ingresso dovrebbe presentarsi a forma di fessura e ben chiusa dai tentacoli (quando presenti nella specie osservata). Se rimane aperta in modo permanente si può supporre un indebolimento dell’animale.

Tridacna gigas

Gigas2Descrizione: Lunghezza fino a 120 cm, nella colorazione dominano il marrone o il verde oliva. Talvolta sono presenti degli anelli verde/blu iridescente, in casi più rari in maniera molto fitta.

Caratteristiche: I gusci sono privi di scaglie, con quattro pieghe verticali ben sporgenti, nessuna chiusura serrata del guscio sul bordo superiore, striature longitudinali bianche prive di zooxantelle nel terzo centrale del mantello, l’apertura di ingresso è priva di tentacoli.

Mantenimento in acquario: Tridacna. gigas fa parte delle tridacne un po’ più delicate e richiede soprattutto condizioni ambientali stabili. Attraverso il suo adattamento ad un ambiente più profondo e sensibilmente più stabile, questa specie non è molto abituata alle forti fluttuazioni delle acque basse come Tridacna maxima o Tridacna crocea. In ogni caso, tollera una presenza relativamente forte di sedimenti nell’acqua e probabilmente filtra anche una maggiore quantità di fitoplancton come nutrimento rispetto alla maggioranza delle altre specie di tridacna. Bisognerebbe essere cauti con una illuminazione troppo intensa; questa specie tollera una intensa luce diurna a pieno spettro, ma deve potersi adattare lentamente. È preferibile una illuminazione medio forte con valori Kelvin più elevati (ad esempio 14.000 K).

Hippopus hippopus

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Descrizione: Lunghezza fino a 40 cm, solo in casi eccezionali diventa molto più grande. La colorazione va dal marrone scuro fino al verde oliva. Sono presenti delle chiare linee longitudinali (parallele al bordo del guscio).

Caratteristiche: Gusci spessi, pesanti e privi di scaglie, vistosamente più corti rispetto a quelli di Tridacna, svariate pieghe verticali di diversa larghezza, che terminano in una dentatura sul bordo superiore. Il mantello non sporge oltre il bordo esterno del guscio, la fenditura del bisso è dentata. Il disegno presenta macchie rosse su tutta la parte esterna del guscio, l’apertura di ingresso è priva di tentacoli.

Mantenimento in acquario: Hippopus hippopus è molto robusta e poco dipendente dai prodotti di fotosintesi delle sue alghe simbionti rispetto alle specie Tridacna. Come Tridacna gigas, vive spesso in ambienti fangosi e se ne può dedurre che non è solo resistente ai sedimenti in sospensione, ma che filtra anche il fitoplancton come nutrimento. L’illuminazione dovrebbe essere di media intensità e può sostanzialmente evidenziare una elevata gradazione di valori Kelvin: L’adattamento ad una illuminazione molto intensa dovrebbe avvenire lentamente.

Tridacna squamosa

squamoDescrizione: Lunghezza fino a 40 cm, colorazione variabile, in prevalenza dominano le tonalità marroni, il blu e il verde sono rari. I disegni sono spesso “circolari” e tendono a seguire un percorso parallelo al bordo del mantello.

Caratteristiche: Il guscio evidenza una serie di scaglie con un distanziamento maggiore rispetto a Tridacna maxima, la parte inferiore del guscio è quasi sempre provvista di scaglie. L’apertura di ingresso è provvista di tentacoli.

Mantenimento in acquario: Tridacna squamosa, insieme a Tridacna maxima, fa parte delle tridacne particolarmente robuste ed è eccezionalmente adatta al mantenimento in acquario. In natura si insedia tra i 10 e i 20 metri di profondità. Questa specie ha una minore necessità di luce rispetto alle specie più piccole Tridacna crocea e Tridacna maxima. Spesso si stabilisce all’interno di fenditure nella parete del reef oppure ai suoi piedi nella sabbia corallina. Molti esemplari, introdotti come piccole conchiglie nell’acquario, raggiungono la grandezza massima già sotto ad una illuminazione con lampade fluorescenti T8 (26 mm).

Tridacna maxima

maximaDescrizione: Lunghezza fino a 40 cm, raggiunge però quasi sempre al massimo circa 30 cm. La colorazione è variabile, multi cromatica, in prevalenza “radiale” (dal centro verso la periferia del mantello).

Caratteristiche: Fila di organi ialini scuri nelle vicinanze del bordo del mantello. Sono presenti tentacoli nell’apertura di ingresso. I gusci sono provvisti di scaglie, le cui file orizzontali sono poste in maniera più fitta rispetto a T. squamosa; la parte inferiore del guscio e quasi sempre priva di scaglie, perché si trova in parte racchiusa nel substrato roccioso.

Mantenimento in acquario: Tridacna maxima fa parte delle tridacne più robuste e pertanto maggiormente adatte al mantenimento in acquario. In natura vive a profondità sensibilmente maggiori rispetto a Tridacna crocea e pertanto tollera anche una illuminazione con valori Kelvin ampiamente al di sopra di quelli della luce diurna (circa 6.000 K), che simula la luce naturale a circa 15 o 20 metri di profondità. L’illuminazione può anche essere meno intensa di quella necessaria per Tridacna crocea.

Segue parte 2