Gran parte dei coralli molli fanno parte degli invertebrati meno problematici di un acquario di barriera e sono particolarmente adatti per le prime esperienze con questo hobby. Moltiplicandoli in maniera artificiale è possibile occupare in modo attraente il proprio acquario senza ricorrere a prelievi in natura. Di seguito vi mostreremo come fare.

frag1La moltiplicazione per via vegetativa dei coralli molli è sensibilmente più complicata rispetto alla frammentazione dei coralli duri, anche se inizialmente può sembrare illogico. I coralli molli, infatti, sono più facili da mantenere di quelli duri. Dipende semplicemente dal fatto che, nel caso dei coralli duri, nella gran parte delle situazioni, frammentiamo uno scheletro calcareo inanimato, che quindi non può deperire e che inoltre si lascia fissare meccanicamente con facilità. Nei coralli molli invece, separiamo del tessuto vivente, che teoricamente può essere infettato dai microrganismi. Inoltre, per mezzo di una discreta perizia, dobbiamo cercare di fissare il tessuto nel punto desiderato. Come detto, non si tratta di una cosa facile, ma quando si agisce correttamente prendendo in considerazione un paio di fattori, il tutto si rivela privo di problemi anche per i meno esperti. Non vi preoccupate, il corallo non avverte nulla, dato che è privo di una struttura nervosa necessaria alla percezione del dolore. In aggiunta, la separazione di parti nei coralli duri e molli costituisce un processo naturale che li aiuta a diffondere la specie, per esempio attraverso gli effetti dovuti all’acqua dolce (pioggia in caso di bassa marea), tempeste, predazione da parte di animali e altro. Tagliate un corallo molle a scopo riproduttivo solo quando cresce bene. Un corallo non in buona salute, che non si sviluppa in maniera ottimale, non andrebbe ferito dato che difficilmente riuscirà a rimarginare le superfici di taglio. Il corallo deve aprirsi bene, estroflettere e gonfiare intensamente i polipi, estendere i tentacoli e mostrare una tendenza alla crescita. In prevalenza si tratterà di coralli molli che sono diventati troppo grandi per l’acquario in questione. Possono essere presi in considerazione i coralli molli ad alberello (Nephthea, Lotophyton, Capnella) o gli alcionidi (Sarcophyton, Sinularia) e molti altri. Con la superficie di taglio, che produciamo nei coralli molli durante la procedura del taglio, creiamo ai microrganismi un punto di aggressione, sicché il corallo deve riuscire a rimarginare questa zona rigenerando il tessuto. Questo non vale solo per le parti tagliate, ma anche per il corallo donatore. Tutto ciò richiede una buona circolazione dell’acqua e, nel caso di alcuni coralli, per esempio nei coralli molli ad alberello Nepthea, è stato persino osservato come, rimanendo adagiati sul fondo, estendessero il tronco reciso per alcuni giorni verso l’alto nella corrente d’acqua. Si consiglia pertanto, durante i primi giorni dopo la separazione del frammento, di non collocare ancora la superficie del taglio sul substrato. In questo modo, infatti, si impedirebbe la circolazione dell’acqua favorendo l’insediamento di batteri dannosi. La soluzione migliore consiste pertanto nell’agire in due tempi: dapprima separiamo le varie parti per lasciarle poi riposare per alcuni giorni in una vasca separata, o in un punto tranquillo dell’acquario, con una corrente moderata. Dopo circa una settimana si prosegue con il fissaggio al substrato. In tal senso è necessario prestare attenzione che il tessuto del corallo non sia soggetto ad una continua pressione. Questo accadrebbe qualora fissassimo il frammento semplicemente con un elastico, oppure se inserissimo una parte del corallo in una apertura delle rocce del substrato. Dobbiamo sempre tener presente che un corallo molle, quando viene maneggiato, si ritira. Appena collocato nella posizione voluta sul nuovo substrato e lasciato a riposo, il corallo riempirà nuovamente il suo tessuto di acqua “pompandosi” e, qualora non avesse spazio a sufficienza, il tessuto sarebbe soggetto a pressione. In questo caso, in poco tempo si danneggerebbe cominciando a sciogliersi.

frag2Pertanto dobbiamo assolutamente evitare ogni pressione. Dopo varie esperienze, verso la metà degli anni ottanta è stato sviluppato un nuovo metodo per fissare i coralli molli al substrato senza esercitare pressione sul tessuto, allora per il corallo molle ad alberello Litophyton, ma funziona ugualmente anche con altri coralli molli simbionti. Il trucco consiste nell’utilizzare un substrato che dispone di un incavo leggermente più grande del moncone del corallo che vi vogliamo inserire. Per poterlo fissare saldamente inseriamo una sottile asticella nel moncone. In passato si utilizzavano degli stuzzicadenti di legno, ma attraverso la fibra che agisce come degli uncini si possono arrecare ferite al tessuto e pertanto non sono ottimali. Meglio sarebbe per esempio un pezzo di fissa cavi di plastica in nylon. Il moncone del corallo molle viene ora posto nell’incavo senza entrarvi in contatto cosicché, anche in caso do completa estensione, non sia sottoposto ad alcuna pressione, e sulla roccia si adagiano soltanto le due estremità dell’asticella. Queste vengono quindi fissate (per esempio per mezzo di elastici o cavi di nylon), e il corallo così predisposto può essere collocato nell’acquario. Un elastico, ad ogni modo, non dovrebbe permanere nell’acqua dell’acquario per oltre 14 giorni, per altrimenti inizia gradualmente a modificarsi liberando sostanze tossiche. Scegliete pertanto possibilmente colori accesi, che successivamente saranno ben visibili, affinché l’elastico non possa andar perso nella vasca. Abbiamo bisogno di un recipiente riempito con l’acqua dell’acquario, adeguate rocce di substrato in numero sufficiente e di un coltello appuntito e tagliente. Nel caso ideale di un taglierino, con il quale ricavare un foro nel moncone del corallo molle per poi inserirvi l’asticella sintetica. Necessitiamo inoltre di sottili asticelle di materiale resistente all’acqua marina, come pure di elastici per il fissaggio. Sono adatti sia dei piccoli frammenti di roccia viva sia gli scheletri dei coralli, ma anche dei substrati artificiali, facili da realizzare in proprio. In ogni caso, andrebbe predisposto un incavo sufficientemente ampio per il moncone del corallo molle, che deve trovarsi sotto all’asticella sintetica orizzontale. Si procede così:

• Riempite prima il recipiente con l’acqua dell’acquario.

• I frammenti del corallo molle li avete già separati dal corallo donatore una settimana prima e mantenuti con una corrente medio forte e una adeguata illuminazione, affinché possa iniziare la guarigione della ferita. Ponete ora nel recipiente tutti gli esemplari che ora si aprono completamente e non mostrano segni di scioglimento tessutale.

• Scegliete ora per ciascun frammento il substrato con incavo adatto.

• Con il coltello ricavate un foro ad almeno 10 mm sopra il taglio attraversando il tessuto del corallo per poi infilarvi l’asticella di legno o meglio sintetica.

• Collocate il moncone di tessuto del corallo nell’incavo in modo che tocchino il substrato solo le due estremità dell’asticella di fissaggio e fissatele con un elastico.

• Ogni corallo predisposto, dopo un leggero risciacquo, può essere posto nell’acquario, preferibilmente nei pressi del corallo donatore, affinché le condizioni di luce e circolazione dell’acqua non siano differenti.

• Osservate i coralli moltiplicati durante le prime due settimane per individuare eventuali tracce di scioglimento tessutale.