La schiumazione è un procedimento fisico per la depurazione, che rimuove dall’acqua determinate sostanze. Durante questo processo non occorrono in ogni modo distinzioni tra sostanze utili o dannose, cosicché l’acqua non perde solamente quelle che influiscono sul carico organico, ma anche degli elementi minerali che per gli abitanti dell’acquario rivestono una importanza vitale, in maniera molto simile a quanto accade con il carbone attivo, che ugualmente lavora in modo non selettivo. Inoltre la schiumazione incrementa anche lo scambio gassoso in acquario. I gas presenti in eccesso, il cui ulteriore aumento potrebbe essere dannoso, vengono espulsi mentre all’acqua si miscela l’ossigeno. Tutto ciò accade in maniera passiva per via della grande superficie di contatto che si forma nell’area di confine tra aria e acqua, in altre parole sulla superficie delle bolle d’aria. Con lo schiumatoio quindi si estende in modo rilevante la superficie d’acqua dell’acquario.

“Frizione” tra aria ed acqua

Un presupposto fisico per la schiumazione è il movimento delle minuscole bolle d’aria nell’acqua. Attraverso questo movimento si genera un certo “atrito” tra aria ed acqua, modificando il potenziale elettrico delle bollicine d’aria e immagazzinando determinate sostanze presenti nell’acqua. Si tratta in particolare, di carboidrati, ma dato che questi hanno la caratteristica di legare a se moltissime sostanze disciolte, fungono in un certo senso da “veicolo” per altri composti. Questo immagazzinamento conduce al fatto che le bolle d’aria coinvolte nel processo non si rompono, venendo invece compresse verso l’alto in un bicchiere di raccolta, dall’aria che preme dal basso, per essere così rimosse dalla circolazione dell’acqua. Il vantaggio della schiumazione è evidente: l’acqua viene impoverita delle sostanze organiche che la inquinano, così da rendere possibile la presenza di più animali attivi metabolicamente e nel caso nutrirli con maggiore abbondanza. Molti pesci delicati non sono quasi mantenibili in acquario senza la presenza di uno schiumatoio. Anche moltissimi coralli, che in mare vivono in acque estremamente pure, sono mantenibili a lungo termine molto meglio impiegando uno schiumatoio.

Concorrenza per i filtratori

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Tuttavia la schiumazione ha anche svantaggi, dato che asporta dall’acqua delle sostanze di importanza vitali. Certo quelle minerali, come gli oligoelementi, possono facilmente essere reintegrate con dei concentrati disponibili in commercio, ma lo schiumatoio rimuove anche delle sostanze che servono al nutrimento come presupposti nutrizionali di molti animali. In un certo qual modo lo schiumatoio rappresenta un concorrente per gli animali filtranti, un “commensale” tecnico. I vermi tubicoli, le spugne ed altri filtratori sono di regola tanto più difficili da mantenere in salute, quanto meglio funziona lo schiumatoio. Per questa ragione una forte ed efficiente schiumazione nell’acquario, equivale ad una sorta di camminata sul filo del rasoio. Creiamo delle condizioni povere di sostanze nutritive, molto importanti per il mantenimento dei pesci e dei coralli dalla vita simbionte, ed al contempo rendiamo l’esistenza più complicata ai filtratori. Chi quindi vuole allestire un acquario di comunità con molti pesci attivi metabolicamente, e nel caso specifico mantenere anche dei coralli duri sensibili, necessiterà della miglior qualità d’acqua,in questo caso l’utilizzo dello schiumatoio è ben consigliato. Per un comune acquario tale apparecchio si rivela quindi di grande utilità. Per chi volesse invece allestire una vasca tematica, nella quale allevare nel migliore dei modi degli organismi filtratori, lo schiumatoio sarebbe controproduttivo.