Se avete deciso di equipaggiare il vostro nuovo acquario con una vasca filtro, avete sostanzialmente due possibilità: acquistare un acquario con impianto completo e vasca filtro pronta, oppure realizzarla in proprio. Nel primo caso il ragionamento su come questa vasca sotto all’acquario debba presentarsi nel dettaglio è stato delegato al produttore fidandosi della sua esperienza. Nel secondo caso, invece, dovete occuparvi della pianificazione raccogliendo in questo modo le vostre esperienze. Per fare in modo che si tratti di esperienze positive, è opportuno effettuare delle sostanziali considerazioni. Definite per prima cosa le misure, che dipendono dallo spazio disponibile sotto all’acquario. La vasca filtro deve poter offrire molto spazio, ma al contempo dovrebbe rimanerne anche abbastanza per espletare senza difficoltà gli interventi di manutenzione manipolando anche gli ingombranti componenti tecnici. Dopo qualche anno può addirittura essere necessario svuotare completamente tale vasca per pulirla, quindi dovrebbe esserci spazio anche per questo, in particolare sopra alla stessa. Una volta stabilite le misure, considerate dapprima i compiti che questo filtro deve assolvere, per fare in modo di disporre correttamente le aree di funzionamento.

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Posizionate davanti a voi i singoli componenti in modo sensato e senza sprecare spazio, sempre tenendo a mente un facile accesso per la manutenzione. Lasciate anche dello spazio per delle modifiche, in particolare per le estensioni. Non tutti gli acquari vengono equipaggiati con tutto quello che potrebbe essere sensato. Anche se allestite l’acquario per i coralli molli e pochi pesci robusti, rinunciando al reattore di calcio nonché allo sterilizzatore UV, questi componenti potrebbero diventare necessari in futuro qualora il vostro interesse coinvolga anche i coralli duri o se i pesci che più vi appassionano si rivelano sensibili agli ectoparassiti. Predisponete quindi, se possibile, un piccolo spazio per delle future applicazioni tecniche. Le indicazioni di impiego della vostra vasca filtrante potrebbero, ad esempio, essere le seguenti:

Che resa deve avere la vasca filtro?

Mantenere costante il livello dell’acqua nell’acquario principale (dato che l’evaporazione consuma acqua esclusivamente nella vasca filtro)

Predisporre l’acqua di scorta

Liberare l’acqua dallo sporco grossolano e filtrare meccanicamente

Accogliere i componenti tecnici come termoriscaldatore, schiumatoio e filtro adsorbente (carbone attivo, legante per fosfati)

Spazio per successive estensioni (per esempio reattore di calcio, sterilizzatore UV, elettrodi per misuratori e regolatori).

Cosa non dovrebbe fare?

Produrre rumori

Tracimare

Lasciare spruzzi nel vano sotto all’acquario

Produrre sedimenti e raccolte di melma

Considerate dapprima la posizione del tubo di tracimazione che arriva dalla vasca principale. È da questo punto che l’acqua entra nella vasca filtrante. Fate in modo che l’acqua fluisca attraverso la vasca e venga poi raccolta e pompata nuovamente in alto verso l’acquario alla fine della stessa, disponendo l’ingresso in vasca in direzione contraria al deflusso. Anche nel caso di un completo malfunzionamento delle pompe di circolazione, nell’acquario non si verificherà una totale stagnazione nel movimento dell’acqua, ma una sorta di trasporto di liquido minimo e laminare, anche se non risulta percettibile all’occhio umano. Va detto che nel caso di un acquario dalla forma a cubo questo non ha molto senso, ma sostanzialmente è il caso in una lunga vasca rettangolare. Come primo passaggio per il trattamento dell’acqua è opportuno predisporre un filtraggio meccanico (1). Un acquario ben avviato non necessita di questo filtraggio grossolano e la rinuncia a tale trattamento può migliorare le condizioni di alimentazione degli organismi filtranti come le spugne e perfino dei coralli. In ogni caso, però, dovete disporre di tale possibilità. Il modo più semplice consiste nel far fluire per gravità l’acqua dal tubo di tracimazione attraverso dell’ovatta filtrante di nylon. Senza, il movimento dell’acqua è meno presente, sicché si può fare a meno di una pompa, non solo per una questione di costo energetico, ma anche per ridurre la cessione di calore all’acqua. La lana filtrante deve essere facilmente accessibile, solo in questo caso, infatti, in seguito la pulirete con regolarità. A questo scopo è adatta una “lastra forata” o anche un bicchiere perforato che, fintanto che l’ovatta filtrante non sarà sostituita, attenua anche i rumori di spruzzo dell’acqua in caduta. Il passaggio successivo dovrebbe essere attraverso un filtro adsorbente. Il carbone attivo può essere impiegato permanentemente o ad intervalli. In ogni caso però, dovrebbe essere facilmente accessibile. Può trovarsi, per esempio, su un “vassoio” al di sotto dell’ovatta filtrante, all’interno di un sacchetto a maglia grossolana che ricopre completamente il supporto. Lo stesso procedimento può essere adottato anche per gli altri filtranti adsorbenti come ad esempio i leganti per fosfati, fintanto che questi non siano di grana fine (perché diversamente si formerebbero dei sottili canali d’acqua e non verrebbero omogeneamente attraversati dal liquido). Se disporrete più supporti perforati uno sopra all’altro, sarà possibile risparmiare moltissimo spazio, poiché in una ridotta superficie saranno utilizzati diversi mezzi di filtrazione. Un supporto in materiale sintetico completamente rimovibile, che include tutti i materiale filtranti, costituisce una comoda soluzione. Dovreste disporre almeno di uno scomparto nel quale l’acqua sia molto alta e che non venga ridotta neppure dall’evaporazione ed è qui che installerete il termo riscaldatore (2). Per ragioni di sicurezza è importante che la parte superiore dell’apparecchio sia sempre sopra al livello dell’acqua, ma che tutta la parte in vetro non rimanga mai all’asciutto. In questo punto potrete anche posizionare gli elettrodi, se utilizzate misuratori elettronici. A questo scopo è adatto il secondo scomparto, qualora il vetro di separazione sia stato disposto nel modo corretto, come mostra la grafica. Nel caso della pianificazione proposta, gli elettrodi di misurazione potrebbero essere disposti anche nel penultimo scomparto.

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Dopo il passaggio filtrante e lo scomparto del riscaldatore, è la volta dello schiumatoio. Nell’esempio proposto in grafica, ci troviamo ora nello scomparto principale (3), la parte più grande della nostra vasca filtro. Uno schiumatoio non deve per forza essere collegato in serie nello scambio d’acqua tra acquario e vasca filtro, in modo che vi fluisca tutta. Può essere servito direttamente nella vasca filtro, alla quale cederà nuovamente l’acqua. Nei sistemi di schiumazione che tendono ad espellere minuscole bollicine di gas, questo può addirittura rivelarsi vantaggioso, perché queste possono essere trattenute alla fine del passaggio attraverso la vasca filtro da una spugna a pori aperti (spugna filtrante blu), prima che la pompa aspiri l’acqua per spingerla verso l’acquario. Prestate attenzione affinché davanti al passaggio dello schiumatoio si svolgano possibilmente pochi processi batterici di formazione dei nitrati. Una manciata di carbone attivo davanti allo schiumatoio non farà aumentare il contenuto dei nitrati, mentre questo accadrà se nello scomparto sono collocate delle rocce vive. Se nella vasca filtrante volete disporre di un filtro biologico, disponetelo assolutamente dopo il passaggio di schiumazione. Per avere successivamente ancora spazio per ulteriori estensioni, la camera principale dovrebbe essere sensibilmente più grande di quanto necessario allo schiumatoio. Va anche calcolata la quantità d’acqua che la vostra vasca filtrante deve poter contenere nel caso di un non funzionamento della pompa. In questo caso, infatti, una certa quantità di acqua defluirà dall’alto verso il basso e il filtro deve poterla contenere. Pertanto questo scomparto dovrebbe essere dimensionato al massimo delle possibilità. L’ultimo scomparto accoglierà la pompa di spinta che indirizzerà l’acqua verso l’alto (5). È consigliabile disporre anche la sopracitata spugna blu (4), allo scopo di trattenere le bollicine d’aria. Fate in modo che il livello minimo sia sufficiente alla pompa e che quello massimo consenta un volume di assorbimento sufficiente in caso di defezione della pompa. Si tratta di una circostanza facilmente simulabile spegnendo la pompa principale e lasciando aperta la valvola a sfera del tubo di tracimazione e osservando poi il comportamento dell’impianto. Ancora un consiglio: marcate il livello minimo e massimo con una striscia nella vasca filtro.