Proseguiamo con quanto già esposto nella parte precedute di questa serie di articoli, ovvero con le contromisure da adottare qualora si riscontrassero problemi dovuti alla presenza di ammoniaca nell’acqua dell’acquario o delle buste di trasporto dei pesci.

Absorbitori di ammoniaca

Per ridurre l’arricchimento di ammoniaca nelle buste di trasporto dei pesci, vengono talvolta utilizzati degli adsorbitori che legano l’ammoniaca in maniera da non farla concentrare nell’acqua. Se questi speciali adsorbitori vengono impiegati in acquario, attraverso regolari misurazioni, si deve verificare che non si siano saturati, in altre parole che siano ancora in grado di adsorbire. In caso contrario, infatti, si verificherebbe un rapido aumento della concentrazione di ammoniaca nell’acqua dell’acquario. Inoltre, come in tutti i processi di adsorbimento, andrebbero evitati cambiamenti del valore di pH, del contenuto salino e della temperatura, perché altrimenti si possono avere effetti tossici. La zeolite può ugualmente adsorbire l’ammoniaca e può trovare impiego nei casi di intossicazioni acute; la sua capacità, ad ogni modo, è generalmente inferiore agli adsorbitori speciali.

Ossigenazione

Lobophyllia

La cura dei coralli duri presuppone una nitrificazione funzionante.

Un apporto di ossigeno puro può avere dei contro effetti nel caso di una intossicazione da ammoniaca. In questo modo durante un esperimento di Grottum (1997), in un trasporto di pesci disposti in elevata densità e aerati con aria normale, si è riusciti ad aumentare il tempo di mortalità degli animali del 50 % (LT50) da 40 ore a 130. Anche nell’importazione di pesci da acquario tropicali il sacchetto di trasporto dovrebbe essere assolutamente riempito con ossigeno puro. Le nostre misurazioni hanno dimostrato che dopo una importazione dall’Indonesia e dal Kenya nell’acqua di trasporto era ancora presente una saturazione di ossigeno di almeno il 240 % (riempimento con aria = 100 %). In seguito alla saturazione dell’ammonio nell’acqua alcuni pesci (per esempio le specie Zebrasoma) non nuotavano più verticalmente, e senza una saturazione di ossigeno non sarebbe stato possibile salvarli. Anche nei lunghi trasporti dal negozio specializzato verso il proprio acquario l’ossigeno puro può essere utile.

Acidificazione dell’acqua

Chi ha compreso la relazione del bilanciamento tra ammonio/ammoniaca e valore di pH potrà pensare, in caso di un acuta intossicazione da ammoniaca, di ridurre tale valore. In questo modo Grottum (1997) ha potuto appurare che l’LT50 di Scophthalmus maximus con una riduzione del valore pH con l’anidride carbonica o con l’acido aumentava da 130 a 220 giorni. Questo effetto può essere osservato ugualmente in ogni trasporto di pesci. Durante il trasporto i pesci attraverso le branchie si liberano molecole di CO2 e ammonio. Ciò dà origine ad una crescente concentrazione di ammonio nell’acqua e determina al contempo un calo del valore di pH. Le nostre sperimentazioni durante le importazioni di pesci marini hanno dimostrato che il valore di pH nell’acqua di trasporto può sostanzialmente calare a valori di 5,5. I pesci che vengono trasportati per molto tempo alcuni giorni prima della spedizione normalmente non vengono più nutriti, riducendo così la cessione di ammoniaca. Anche questa misura comunque non può evitare che l’ammonio e l’ammoniaca si concentrino nel sacchetto di trasporto. In un’acqua con un valore di pH di 5,5 a 20 °C e una concentrazione salina del 35 % da un punto di vista puramente matematico è possibile sopravvivere a concentrazioni di ammonio/ammoniaca 300 volte superiori rispetto ad un valore pH di 8,0. I pesci che immediatamente dopo il trasporto sono ancora in vita, inevitabilmente muoiono se durante l’ambientamento attraverso la miscelazione dell’acqua di acquario il valore di pH di quella del trasporto viene aumentato, senza che così facendo i composti azotati vengano rimossi.

Somministrazione di sostanze aggiuntive

Un metodo preventivo per aggirare le intossicazioni da ammoniaca consiste nella somministrazione di determinate sostanze in grado di incrementare la capacità detossificante negli animali. Pana (2003) nei gamberetti Penaeus monodon ha constatato una maggiore tolleranza all’ammoniaca se i giovani animali ricevevano cibo arricchito con l’astaxantina, un antiossidante del gruppo dei carotinoidi.

Segue parte 6 (Ultima)

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