L’estensione mondiale delle foreste di mangrovia è stata ultimamente stimata con una riduzione di circa il 12 % rispetto a quanto sinora supposto, riferiscono i ricercatori delle Nazioni Unite, delle autorità americane per la geologia USGS nonché di quelle spaziali della NASA. Si è arrivati a questa conclusione attraverso una accurata valutazione delle immagini satellitari di tutte quelle aree dove erano visibili estensioni di mangrovie lungo le coste marine. Attualmente, secondo gli studiosi, pare esistano in tutto il mondo ancora appena 140.000 Km2 di mangrovie. A prima vista può sembrare mangroviemolto ma corrisponde soltanto al poco più del doppio della superficie di una delle nostre più grandi regioni. Solamente tra gli anni ’80 e il 2000 sono state distrutte circa il 35 % delle estensioni di mangrovie del nostro pianeta. La scomparsa delle mangrovie ha molteplici effetti negativi. Per la zona costiera le estensioni di mangrovie, unitamente al loro significato biologico, offrono anche una importante protezione meccanica contro catastrofi quali tsunami e tempeste. Frenano inoltre l’erosione della linea costiera. Una utilità del tutto sostanziale viene però svolta dalle aree delle mangrovie come territorio di rifugio per innumerevoli specie di pesci, i cui piccoli crescono in questo ambiente. Tra questi anche i pesci da alimentazione, le cui popolazioni negli oceani dipendono da questi “asili nido”. Una prosecuzione nell’annientamento delle foreste di mangrovia porterà ad una ulteriore riduzione della presenza di pesci da alimentazione nei mari del mondo, che già ora soffrono per l’eccesso di pesca.