Evasioni

Le murene durante la caccia scrutano ogni anfratto e fenditura rocciosa del reef rivoltando anche le rocce più piccole. Alcune specie durante la ricerca dei crostacei dall’esistenza anfibica lasciano addirittura il mare cacciando la loro preda anche per 30 minuti sulla costa rocciosa. Sono dotate quindi della capacità di lasciare anche l’acquario, circostanza che rende necessaria una copertura sicura. Per le vasche aperte sono adatte le reti con una adeguata larghezza della maglia oppure un grigliato utilizzato per le lampade. Il tutto va preferito ad un semplice rialzo dei bordi della vasca, che questi animali possono facilmente superare con un salto. La perdita di luce con una soluzione del genere è minore rispetto a delle coperture in vetro o in materiale acrilico. Nelle vasche con copertura tutte le piccole aperture rimanenti devono essere ugualmente sigillate. Anche le aperture di afflusso e deflusso dell’acquario come pure lo schiumatoio o altre apparecchiature vanno schermate, dato che tali “cavità” con una corrente ricca di ossigeno vengono esaminate volentieri da questi animali. Ho avuto una volta un esemplare che risiedeva volentieri in uno schiumatoio, cosa d’altro canto comprensibile, se si considera che un Whirpool è abbastanza apprezzato anche dalle persone. La miglior protezione contro i tentativi di evasione delle murene consiste tuttavia nell’offrire agli animali un ambiente adeguato, vale a dire una vasca di grandezza idonea, con parecchi nascondigli e coabitanti adatti, e soprattutto una alimentazione sufficiente e varia. In questo caso, di regola, i tentativi di fuga rimangono circoscritti, perché anche una murena non fugge senza motivo. Se però si verifica una “evasione” con conseguente caduta dalla vasca, le murene riescono a sopravvivere per diverse ore, contrariamente a molti altri pesci, e anche un esemplare apparentemente morto dovrebbe assolutamente essere riposto nell’acqua dell’acquario, per far sì che abbia una possibilità di riprendersi.

Le possibilità di offrire un rifugio adatto all’acqua marina, siano anfore o tubi in PVC oppure stabili cavità rocciose, sono più importanti per le murene dello spazio libero per il nuoto. Una struttura di barriera priva di possibili nascondigli non è adatta a questi pesci.

Le possibilità di offrire un rifugio adatto all’acqua marina, siano anfore o tubi in PVC oppure stabili cavità rocciose, sono più importanti per le murene dello spazio libero per il nuoto. Una struttura di barriera priva di possibili nascondigli non è adatta a questi pesci.

Il predatore della notte

In natura le murene sono attive prevalentemente di notte o durante il crepuscolo, anche se quest’ultima fase ai tropici è molto breve. La maggior parte degli esemplari lasciano la loro cavità solo di notte e per poche ore. Una murena comunque non caccia mai ogni notte, ma trascorre la maggior parte del tempo nel suo nascondiglio. La frequenza delle uscite di caccia di solito dipende molto dalla specie; generalmente le murene più grandi cacciano più raramente di quelle piccole. In acquario la fase di caccia, a causa della somministrazione del cibo, varierà dalla notte al giorno, perché durante l’alimentazione esse sviluppano una notevole attività. La maggior parte delle mie murene sono pertanto molto più attive di giorno che di notte. Pertanto è poco sensato installare una luce lunare per l’osservazione notturna, perché le escursioni in questa fase sono molto rare in acquario. In relazione all’illuminazione dell’acquario le murene non hanno particolari esigenze, sicché è possibile regolarla in base alle necessità degli altri occupanti, come i coralli. Personalmente, per esempio, gestisco una vasca con una buona crescita di coralli molli come gli alberelli del Kenya (Capnella sp.), dei polipi incrostanti verdi e gorgonie Rumphella, che vengono illuminati soltanto con un paio di lampade fluorescenti T8.

La qualità dell’acqua

Molti invertebrati sessili, in particolare i coralli molli e i polipi incrostanti, sono ben mantenibili insieme alle murene. Nell'immagine un esemplare di Gymnothorax fimbriatus.

Molti invertebrati sessili, in particolare i coralli molli e i polipi incrostanti, sono ben mantenibili insieme alle murene. Nell’immagine un esemplare di Gymnothorax fimbriatus.

Le murene che occasionalmente si spingono anche nelle acque salmastre o addirittura in quelle dei fiumi sono meno sensibili al calo nella qualità dell’acqua rispetto ai puri abitanti del reef, come per esempio la murena di Abbott (G. eurostus). Ad ogni modo, bisognerebbe offrire ad tutte le murene una qualità dell’acqua elevata. Questi animali possono facilmente raggiungere i dieci anni di età, alcune specie perfino vari decenni, ma solo in condizioni di allevamento consone alla specie. In tal senso è necessario che l’inquinamento organico dell’acqua, causato anche dallo stesso metabolismo della murena, venga tenuto ridotto. La concentrazione dei nitrati, come indicatore misurabile per l’inquinamento organico, dovrebbe sempre trovarsi sotto ai 25 mg/l. L’ammoniaca e i nitriti tossici per i pesci, al contrario, non dovrebbero essere mai misurabili. Le murene hanno una necessità di ossigeno spiccatamente elevata che, in particolare dopo la somministrazione del cibo, può essere ottenuta attraverso una intensa aspirazione superficiale o con pompe di circolazione. Anche uno schiumatoio sovradimensionato può essere utile nell’incremento del contenuto di ossigeno dell’acqua e può risultare efficace nella riduzione dell’inquinamento organico nella vasca. Gli schiumatoi per le vasche con murene dovrebbero essere calcolati per un volume doppio rispetto a quello effettivo. Altri metodi di filtrazione utili sono i rifugi per alghe, che vengono regolarmente sfoltiti, e i fondali profondi (“deep sand bed”, DSB), che riducono l’inquinamento organico prodotto dalla biomassa, ovvero tramite la respirazione dei prodotti finali (nitrati). Anche un cambio parziale d’acqua settimanale è assolutamente consigliabile nel mantenimento in acquario delle murene. Le murene tropicali, che costituiscono la maggioranza delle specie in commercio, si sentono a loro agio con le temperature abituali di un acquario di barriera. Le specie sub tropicali più raramente allevate, come quella del Mediterraneo (Murena helena) che è anche diffusa nell’Atlantico orientale, la murena gialla (Gymnothorax prasinus) dell’Australia orientale e la murena californiana (G. mordax), hanno bisogno di temperature più basse e in prevalenza possono essere tenute soltanto da acquari pubblici. Riportare a casa da una vacanza nel Mar Mediterraneo una murena viva per tenerla nell’acquario di barriera domestico non è quindi una buona idea, nè per la vasca nè per la murena.

Nutrimi …

L’alimentazione delle murene, visto il rischio di essere morsi, dovrebbe sempre avvenire con l’ausilio di arnesi e mai con le mani.  Nell'immagine un esemplare di Gymnothorax miliari.

L’alimentazione delle murene, visto il rischio di essere morsi, dovrebbe sempre avvenire con l’ausilio di arnesi e mai con le mani. Nell’immagine un esemplare di Gymnothorax miliari.

Per la salute a lungo termine di una murena non è importante solo la qualità dell’acqua ma anche l’alimentazione. Anche in questo caso bisognerebbe orientarsi secondo natura e soprattutto procedere in modo molto vario. Somministrare soltanto mangimi commerciali o molluschi può alla lunga portare a delle carenze che influenzano lo stato di salute e potrebbero addirittura accorciare l’aspettativa di vita. I più disparati pesci marini di un mercato ittico o della teca di un supermercato sono adatti allo scopo. Anche le seppie e diversi crostacei possono essere somministrati. I molluschi, che in natura vengono solo raramente ingeriti dalle murene, dovrebbero essere utilizzati per variare il menu. Nel caso di tutti i pesci o frutti di mare somministrati ci si deve assicurare che non siano conditi, meglio non cotti e sempre in condizioni di completo scongelamento. I mangimi congelati dovrebbero essere arricchiti una volta alla settimana con dei preparati multivitaminici (per la medicina umana o reperibili nel commercio specializzato), perché attraverso il processo di scongelamento si perdono importanti vitamine. Le murene non devono e non dovrebbero essere nutrite ogni giorno. Sono sufficienti da due a tre somministrazioni settimanali con una quantità che corrisponde all’incirca alla grandezza della loro testa, e in tal senso i singoli pezzi dovrebbero essere così piccoli da essere ben ingeribili. Le grandi murene andrebbero nutrite solo una volta la settimana, dato che questo corrisponde anche alla loro assunzione di cibo in natura. Un continuo eccesso di cibo, con l’intenzione di distrarre la murena dalle attività di predazione verso coabitanti troppo piccoli o inadatti, non può essere nell’interesse dell’animale. Al contrario: è molto importante evitare un ingrassamento della murena e il conseguente danneggiamento epatico.

Una comunità di murene

Il limite di demarcazione tra preda e coabitante nel caso delle murene è apparentemente piuttosto flessibile. Per quanto concerne gli invertebrati sessili in una vasca per murene ci si deve limitare, dato che per una sua potenziale preda, cioè crostacei e pesci, valgono altre regole. Le murene sono e rimangono dei pesci predatori, e nel caso della maggioranza delle specie non ci si può attendere che possano coesistere pacificamente e in armonia con piccoli pesci o crostacei. Generalmente le murene che si cibano di pesci sono più complicate da far convivere rispetto alle specie che si nutrono di crostacei. Dei consigli esaustivi a tal riguardo sono disponibili nell’articolo ”Sistematica e specie”. Le murene di uguale grandezza possono spesso essere facilmente tenute insieme, in particolare quando sono state introdotte insieme nell’acquario. Gli esemplari con una grandezza corporea sensibilmente più ridotta, invece, possono facilmente essere considerate delle prede. È avvincente anche la possibilità di far convivere murene e gamberetti pulitori, che dopo tutto espletano l’attività pulente anche in natura, come il gamberetto pulitore dalla banda bianca (Lysmata amboinensis). Alcune murene li divorano comunque o interpretano la loro introduzione come una somministrazione di cibo. In ogni caso, quando i gamberetti erano già nella vasca prima della murena, è possibile che questa li accetti come pulitori lasciandosi generosamente trattare. Se però non sono sani e in forza, anche loro possono essere divorati dalla murena. Le murene fanno parte sostanzialmente dei pesci ben mantenibili in acquario. Soltanto nella convivenza con possibili prede si deve in qualche casi rinunciarvi. Presupponendo una copertura, una alimentazione varia, un corretto trattamento dell’acqua e un sufficiente numero di nascondigli, questi robusti animali sono mantenibili in un acquario marino per anni o decenni, rallegrando continuamente il proprietario con le loro apparizioni e con il comportamento.

Parte 1