Lumache predatrici

Occasionalmente nell’acquario arrivano anche delle lumache più grandi che predano i coralli o addirittura i molluschi, quando si sono saldamente attaccate alla roccia o al guscio di una tridacna risultando invisibili. In questo caso, possono effettivamente arrecare danni nell’acquario, ma un esemplare di questo tipo difficilmente diventerà un problema serio, perfino quando si scoprono solo i danni provocati cercando poi inutilmente il colpevole. Molti acquariofili riferiscono, per esempio, di vari esemplari Scutus unguis, che nel corso del tempo finiscono nell’acquario con le rocce vive, predando le spugne. Non sono sempre facili da scoprire, ma questi singoli esemplari prima o poi vengo colti in flagrante ed è possibile poi rimuoverli dall’acquario, per esempio per mantenerli in una piccola vasca tematica. Tra le grandi lumache di tanto in tanto compare anche qualche predatore di tridacne, come quelle della famiglia Muricidae e Ranellida. Si tratta di specialisti nutrizionali che talvolta sono reperibili in commercio e vengono in qualche caso acquistati in modo mirato, pensando che si tratti di una insolita lumaca erbivora. In questi casi bisognerebbe osservare con attenzione: se questo esemplare mostra un notevole interesse per una tridacna, bisogna intervenire immediatamente perché altrimenti già dopo poco tempo avrà provocato un foro nel guscio danneggiando irrimediabilmente il mollusco.

Una Turbo petholatus.

Una Turbo petholatus.

Specie consigliabili

In commercio è reperibile più o meno frequentemente tutta una serie di lumache adatte ad una vasca di barriera. Di seguito ne saranno presentate alcune. Ad ogni modo, la sistematica impiegata non corrisponde a quella spesso presente nei libri specializzati in acquariologia, perché negli ultimi anni sono subentrati massicci cambiamenti in questo campo, che nei libri hanno avuto ancora una ridotta ripercussione.

Lumache alghivore (erbivore)

Columbellidae

La famiglia Columbellidae comprende svariati generi, che per la maggior parte si nutrono di alghe e/o spugne. Diverse specie del genere Euplica sono regolarmente presenti in commercio, tuttavia come co-importazione casuale, a volte anche per mezzo di masse ovariche, che aderiscono alle rocce coralline per poi continuare lo sviluppo in acquario. Dato che si riproducono senza problemi facendo aderire le masse di uova ai vetri e alle rocce e producendo giovani lumache, rappresentano gli erbivori ideali per un acquario di barriera, anche quando, vista la loro minuscola dimensione corporea, possono controllare soltanto una parte dello sviluppo algale. La più frequente è Euplica scripta, lunga 12 mm, che nella letteratura acquaristica di regola viene citata con il sinonimo Euplica versicolor. Saltuariamente si osservano anche altre specie di questo genere, come E. varians, che con circa 9 mm rimane più piccola.

Cerithidae

Le lumache del genere Cerithidae, e quelli parenti molto simili, vivono prevalentemente a migliaia nella sabbia e nelle zone fangose, dove si nutrono di alghe e detriti. Spesso le si trova sulle rocce vive, perfino direttamente dopo l’importazione senza acqua.

Patellidae

Queste lumache provengono soprattutto dalle zone di marea soggette a intense correnti. Le minuscole specie Diodora, che quasi mai superano gli 8 mm di lunghezza, si stabiliscono nella maggior parte degli acquari marini, perché riescono a completare il loro ciclo riproduttivo.

Neritidae

Un genere particolarmente frequente con innumerevoli specie adatte all’acquario è quello Nerita, i cui rappresentanti raramente misurano più di 25 mm. Le lumache Nerita sono diffuse nelle zone di marea dei mari tropicali, nelle aree delle mangrovie e tra le praterie di piante marine. Il loro guscio a forma di scodella, osservato di lato, sembra quasi il guscio di una conchiglia. Una specie Nerita molto graziosa ma sinora sconosciuta nel settore dell’acquariologia, è Vittima waigiensis, che nelle Filippine vive in gran numero in alcune isole nella zona delle foci dei fiumi, dall’acqua salmastra fino a quella marina. Se questa specie venisse importata per l’acquaristica, dovrebbe venire ambientata con cautela alla densità salina più elevata.

Trochidae

Nella sottofamiglia Trochinae si trovano i due generi Trochus e Tectus, i cui rappresentanti fanno parte dei migliori eliminatori di alghe per l’acquario marino. Entrambi i generi hanno un guscio piramidale, spesso e pesante. Le specie Tectus sono presenti in commercio come esemplari di riproduzione. Nella sottofamiglia Stomatellinae troviamo alcune specie Stomatella che rimangono piccole e che fanno parte dei mangiatori di alghe ideali perché in acquario normalmente si moltiplicano bene. È richiesta cautela nel maneggiare queste lumache, perché in caso di minaccia si privano della parte posteriore del corpo.

Haliotidae

Le lumache del genere Haliotis possiedono un guscio appiattito e contorto lateralmente che presenta una notevole somiglianza con quello del genere Stomatella. La caratteristica che li differenzia è la serie di fori laterale, che manca nella famiglia Stomatellinae.

Turbinidae

Le lumache del genere Turbo e Astraea fanno ugualmente parte degli erbivori che spiccano tra i gasteropodi adatti all’acquario, perché diventano piuttosto grandi sviluppando un appetito corrispondente. Le lumache Turbo presentano un caratteristico guscio contorto nonché relativamente liscio, le specie Astraea invece possiedono delle tipiche asperità sul guscio, che talvolta appaiono come aculei e danno alla struttura un aspetto simile ad una stella.

Cypraeidae

Molte ciprie sono particolarmente adatte all’acquario di barriera, e in caso di dubbio è sostanzialmente possibile fare un tentativo se il negoziante è disposto eventualmente a ritirare l’animale. Una specie molto bella e frequente è Cypraea tigris, la cipria tigre, ma anche le specie più piccole e difficilmente classificabili possono vivere negli acquari marini più grandi per anni senza farsi notare, cibandosi di alghe e sviluppandosi bene. Particolarmente consigliabile è Monetaria moneta, di colore grigio chiaro, che raggiunge appena i 25 mm circa (il genere Monetaria viene visto da alcuni autori come un sottogenere Cypraea).

Una Euplica con le uova.

Una Euplica con le uova.

Lumache detritivore (Occupanti dei sedimenti)

Nassariidae

Le lumache della famiglia Nassariidae (da alcuni autori classificate nella famiglia Buccinidae) vivono nelle zone fangose delle acque basse, per esempio negli habitat delle mangrovie, e non sono soltanto buoni eliminatori di resti, ma anche degli efficaci mescolatori di fondale, come l’esemplare raffigurato del genere Nassarius.

Mitridae

Le lumache Mitra vivono in prevalenza nella sabbia o nel fondale fangoso e sono pertanto dei buoni mescolatori negli acquari con fondali sabbiosi alti: si veda per esempio Mitra mitra, dai disegni così graziosi, il cui guscio raggiunge circa 11 cm di lunghezza. Certamente molte di queste specie sono anche dei predatori, ma negli acquari di barriera non sembrano arrecare danni tangibili.

Olividae

Queste lumache sono ugualmente dei buoni mescolatori del fondale, dato che si muovono costantemente nello strato di fondo spingendo in avanti il tipico propodio, una sorta di “piede anteriore”, estendendo in prevalenza il loro sifone verso l’alto fuori dal fondale. In ogni caso, come Oliva annulata nella foto, sono sostanzialmente predatrici, sicché si cibano di altri abitatori del fondale.

Strombidae

La maggior parte di queste lumache, Strombus, Lambis e altri generi, si cibano di alghe e detriti e si nascondono nel fondale. Insieme agli occhi a stiletto sono affascinanti l’opercolo trasformato in piede da scavo, con il quale una lumaca Strombus è in grado di rivoltare con rapidità il suo guscio. Strombus gigas arriva in commercio come esemplare di riproduzione.

Lumache planctivore (Filtratori)

Vermetidae

Le lumache della famiglia Vermetidae arrivano in acquario quasi sempre inosservate sulle rocce vive. Visto però che riescono facilmente a riprodursi, creano talvolta fitte popolazioni. Spesso si osservano specie minuscole, il cui tubo abitativo misura solo 2 mm. Occasionalmente, comunque, se ne trovano anche di più grandi che raggiungono un diametro di 7 mm. L’alimentazione avviene per mezzo di una rete vischiosa con la quale catturano le particelle fluttuanti, ed è un comportamento interessante da osservare. Le specie più grandi, come Dendropoma o Serpulorbis, presenti nel reef ma quasi mai reperibili in commercio, nei comuni acquari di barriera intensamente filtrati possono avere difficoltà ad alimentarsi e dovrebbero essere tenute in vasche per filtratori con una notevole densità di sostanze in sospensione.

Parte 1

Maggiori informazioni sull’argomento sono disponibili nel Nr. 56 di CORALLI