Occasionalmente capita ad ogni acquariofilo: l’alloggiamento dei cubetti di ghiaccio o il vano del congelatore diventa vittima di una interruzione di corrente, di una presa disinserita accidentalmente o di un danneggiamento dell’impianto che di per sé potrebbe essere innocuo. Per alcune ore senza l’alimentazione elettrica, la temperatura viene mantenuta, ma ad un certo momento questa inizia ad aumentare. Quando si apre il frigorifero cola fuori un liquido marroncino, e le buste, che una volta contenevano ordinatamente tavolette di mysis o artemie congelate, sono ripiene di una massa maleodorante. La cosa è particolarmente seccante quando si tratta di una rilevante scorta di mangime che non sarà più utilizzabile. Sfortunatamente le strutture tessutali dei mysis o delle artemie e di altri animali da nutrimento, decadono già dopo poco tempo, cosicché non è per niente consigliabile congelare nuovamente il mangime.

Accumulatori termici

Sicuramente è meglio prevenire, in particolare durante i periodi più caldi dell’anno, durante i quali la perdita di funzionalità di un frigorifero o di un congelatore porta a problemi in un tempo piuttosto ridotto. La soluzione migliore si rivela l’utilizzo di accumulatori termici collocati tra le tavole di mangime congelato, che possono farsi carico della refrigerazione per molte ore. Se il frigorifero o il congelatore va fuori uso, gli accumulatori mantengono i mangimi congelati attraverso il contatto.

Contenitore di polistirolo

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Gli accumulatori termici tra le lastre le proteggono da un troppo rapido scongelamento.

Un’altra strada, ugualmente percorribile, si avvale dell’impiego di contenitori di polistirolo che conterranno i mangimi da porre nel frigorifero o nel congelatore. All’interno di questi involucri i mangimi rimangono congelati anche per diverse ore, qualora l’impianto refrigerante cessi di funzionare. La conservazione può essere ulteriormente prolungata qualora nel contenitore di polistirolo vengano collocati uno o due accumulatori termici. Vale la pena adottare tale sistema soprattutto nel caso della conservazione di una rilevante quantità di mangimi congelati. Il metodo di conservazione più semplice utilizza dei materiali isolanti con i quali avvolgere i mangimi. A questo scopo si adattano anche i materiali da imballo come la pellicola a bolle che solitamente finisce nella pattumiera.

La scorta principale va nel congelatore

Il materiale da imballaggio a bolle d'aria può servire in caso di guasti, a limitare un drastico incremento della temperatura.

Il materiale da imballaggio a bolle d’aria può servire in caso di guasti, a limitare un drastico incremento della temperatura.

Sostanzialmente non è sensato conservare i mangimi congelati nel vano dei cubetti del ghiaccio. Sicuramente è meglio collocarli nel congelatore. La resa refrigerante del vano ghiaccio è certo abbastanza forte da mantenere la temperatura sotto 0° C, ma questo non è sufficiente a trattenere i processi di decadimento all’interno del mangime. “Congelare non vuol dire sempre congelare”. A quattro o cinque gradi sotto lo zero si evidenzia un mantenimento sensibilmente ridotto rispetto a quanto accade a 20 gradi sotto zero. In aggiunta, in caso di guasto, l’alimento sarà tanto più rapidamente inutilizzabile, quanto più vicina sarà la sua temperatura originaria a quella di congelamento. Nel congelatore la temperatura varia molto più lentamente rispetto a quella del vano per il ghiaccio di un frigorifero e si ha molto più tempo per porre rimedio al guasto. Chi per ragioni pratiche non vuole rinunciare a porre il mangime congelato nel vano per il ghiaccio del frigorifero, può conservarvi solo una modesta quantità, mentre la scorta principale sarà riposta nel congelatore dove si manterrà più a lungo e sarà anche al sicuro dagli imprevisti.