Famiglia Trachyphylliidae

L’ultimo LPS ad essere presentato in questo articolo fa parte della famiglia Trachyphylliidae. Questa famiglia comprende solamente il genere Trachyphyllia e questo d’altro canto solo la specie T. geoffroyi. Trachyphyllia geoffroyi vive nell’Indopacifico dal Mar Rosso fino alla Papua Nuova Guinea e la Nuova Caledonia. Il substrato di colonizzazione preferito è quello presente nelle aree del reef interno e i fondali molli intorno alle isole continentali. Questo spazio di insediamento viene spesso condiviso con coralli dallo stile di vita diverso, per esempio dei generi Heteropsammia, Heterocyathus e Fungia. Le grandi colonie di Trachyphyllia sono presenti solamente nelle in acque poco profonde e molto riparate. Lo scheletro di questo corallo duro normalmente non sessile raggiunge gli 8 cm di lunghezza. In base alla corrente estende però più o meno il suo tessuto. Se la circolazione è troppo intensa il tessuto è stretto vicino allo scheletro. Quando la corrente è moderata o debole è al contrario ampiamente esteso. Frequentemente la grandezza del corpo del polipo arriva pertanto a 20 cm e oltre. È questo il suo aspetto migliore e dovrebbe essere mantenuta con queste condizioni anche in acquario.

Varianti cromatiche verde e rossa del corallo Trachyphyllia geoffroyi.

Varianti cromatiche verde e rossa del corallo Trachyphyllia geoffroyi.

Varianti cromatiche verde e rossa del corallo Trachyphyllia geoffroyi.

Come molte delle specie già citate in precedenza mostra, in natura come in acquario, molti tentacoli lunghi 1 – 2 cm con i quali cattura il plancton. Se l’illuminazione è sufficiente in acquario non diventa necessaria una somministrazione di cibo aggiuntiva, dato che questo corallo zooxantellato si nutre molto efficacemente dei prodotti della fotosintesi forniti dalle sue alghe simbionti. Esistono moltissime morfologie cromatiche di T. geoffroyi. Le più frequenti sono le varianti verdi. Si trovano però anche colonie gialle (molto rare), blu, marroni e rosse. Come avviene in natura, anche in acquario andrebbero collocate sul fondale, in una zona dell’acquario dove la corrente è debole. Soltanto in questo caso si aprirà completamente. Se la circolazione dell’acqua è troppo intensa il tessuto risulterà compresso contro lo scheletro del corallo rischiando di essere ferito dai setti. Queste ferite, come pure quelle causate da un inadeguato trasporto (per esempio attraverso il rotolamento e lo sfregamento nel sacchetto), guariscono, come sopra già evidenziato, solo in caso di condizioni ambientali molto buone. Spesso il tessuto inizia a ritirarsi dal punto del danneggiamento fino a provocare una completa degenerazione del corallo.

Maggiori informazioni sull’argomento nel numero 51 di CORALLI e nello Speciale numero 5

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Parte 5