Gli organismi marini reagiscono in maniera molto sensibile a moltissimi tipi di inquinamento. A questo riguardo esiste una lunga serie di ragioni: da una parte entrano in contatto con l’acqua marina attraverso tutto il corpo, e addirittura nel loro interno molti animali corallini riempiono le cavità con l’acqua circostante. Dall’altro questi animali non sono in natura quasi mai esposti a tali sostanze dannose, e pertanto durante la loro storia evolutiva non hanno sviluppato alcun meccanismo per la detossificazione delle sostanze in oggetto, in aggiunta la maggioranza si trova su di un gradino inferiore della scala evolutiva cosicché una operazione del genere non sarebbe di per sè possibile. Pertanto dobbiamo assicurare ai nostri acquari di barriera un apporto di acqua privo di sostanze tossiche. Perfino una concentrazione di composti estranei nell’acqua di rubinetto ancora ampiamente tollerata dall’uomo, può essere per gli invertebrati già troppo elevata. In passato si utilizzavano gli impianti di demineralizzazione completa, per liberare l’acqua dalle sostanze non desiderate. Oggi al loro posto si impiega in prevalenza l’osmosi inversa. Il sostanziale vantaggio sta nel fatto che, contrariamente al demineralizzatore, l’impianto di osmosi non deve essere regolarmente rigenerato. In ogni caso non si risparmia propriamente l’acqua del risciacquo, perché una apparecchiatura ad osmosi ne produce anche molta di scarto. Il principio di funzionamento in maniera semplificata si potrebbe descrivere come segue: l’acqua viene pressata contro una membrana, permeabile alle sue molecole ma non alle impurità. Dopo la membrana quindi scorre acqua pura, che contiene solamente una concentrazione estremamente ridotta delle iniziali impurità. Prima della membrana invece, si accumulano le sostanze respinte. Per fare in modo che queste non la otturino, deve essere continuamente risciacquata.

Cop. 39 Grandi acquari

Questo significa che solo una parte dell’acqua di ingresso può essere pressata attraverso la membrana, il resto deve potergli scorrere accanto e con la sua corrente trascinare via anche le impurità respinte. In aggiunta, in un impianto di osmosi è possibile anche interrompere il passaggio dell’acqua attraverso la membrana, per impiegarla tutta per il suo risciacquo. Forzatamente un impianto ad osmosi inversa non produce quindi solamente acqua pura, utilizzabile per un acquario, ma anche un liquido di scarto con un elevato grado di impurità. Quest’acqua può essere impiegata per diversi scopi, ad esempio per innaffiare alcune piante del giardino oppure per lo scarico della toilette. Se la si lascia semplicemente defluire nello scarico, allora incrementerà i costi di gestione dell’impianto. È inoltre importante disporre di una elevata pressione di rete, dato che più questa sarà elevata, tanto più efficace si rivelerà l’opera dell’impianto perché produrrà meno acqua di scarto. Ma chi ha bisogno di un impianto di osmosi inversa? È necessario per ogni acquario di barriera? Sicuramente no, dato che dipende da un lato dagli animali allevati in acquario, dall’altro dalle impurità presenti nell’acqua di rubinetto. Se mantenete soltanto pesci corallini, certamente non sarà necessario. Anche coralli robusti come gli alcionidi (ad esempio Sarcophyton, Sinularia ed altri), sono in grado solitamente di cavarsela abbastanza bene con un impiego di acqua di rubinetto se non evidenzia una concentrazione troppo elevata di nitrati, fosfati o altre impurità. Se però mantenete dei delicati coralli duri, allora la cosa può rivelarsi critica. Certo non è possibile sostanzialmente affermare che a questo scopo sia necessario un impianto di osmosi inversa, ma qualora nell’acqua di rete fossero presenti gradienti di inquinamento troppo elevati si possono verificare rapidamente dei problemi risolvibili attraverso una apparecchiatura del genere. In ogni caso, è importante sapere che in questa maniera si allontanano anche le sostanze desiderabili, che normalmente favoriscono il benessere degli animali presenti nell’acquario come ad esempio il calcio, il magnesio, i carbonati e molte altre. Gli acquari gestiti attraverso un impianto di osmosi inversa, devono perciò essere approvvigionati degli indispensabili oligoelementi per mezzo delle soluzioni commerciali.