Da qualche tempo dei piccoli anemoni di mare molto colorati stanno conquistando l’attenzione dell’acquariologia di barriera. Hanno una forte somiglianza con i grandi anemoni a tappeto (Stichodactyla spp.), ma al contrario di questi sono facili da mantenere e da riprodurre.

Spesso vengono venduti sotto il nome di“anemoni a tappeto maximini”, per distinguerli dai mini anemoni a tappeto (Stichodactyla tapetum, Friedrich, 2010), ancora più piccoli. Anche se di frequente si verificano scambi con quest’ultimi, nel caso degli anemoni a tappeto maximini qui descritti si tratta effettivamente di una specie scientificamente ancora non descritta. Certo questi piccoli animali urticanti erano occasionalmente presenti nel commercio acquaristico già da molti anni, ma gli esemplari estremamente colorati che attualmente riscuotono una grande popolarità sono comparsi solo da circa 3-5 anni, in particolare nel mercato degli USA ma sempre più di frequente anche in Europa. Dato che fino ad ora sono reperibili con regolarità solo presso pochi rivenditori, sono considerati ancora una rarità. Taluni importatori affermano che questi anemoni di mare provengono dal Vietnam, ma mancano ancora indicazioni certe a tale riguardo.

Esistono svariate morfologie cromatiche di questo anemone di mare scientificamente ancora non descritto.

Esistono svariate morfologie cromatiche di questo anemone di mare scientificamente ancora non descritto.

Di sicuro arrivano di rado in commercio perché nell’ambiente naturale si ancorano saldamente tra le rocce e sono pertanto difficili da raccogliere. Diversamente da Stichodactyla tapetum (circa 5 cm di diametro), gli anemoni a tappeto maximini raggiungono una grandezza di 13-15 cm. Il loro spettro cromatico spazia dal verde marrone fino al brillante giallo, arancio, blu, viola e al luminoso rosso scarlatto, nonché a tutte le tonalità intermedie immaginabili, come pure a tutte le combinazioni contrastanti di questi colori. Per evitare scambi con i comuni corallimorfari (per esempio Discosoma spp.), l’esperto di coralli e anemoni Julian Sprung indica come criterio di distinzione la forza aderente dei tentacoli. Nel caso degli anemoni a tappeto, infatti, questa caratteristica è molto spiccata. Sprung riferisce inoltre di esemplari che hanno raggiunto un diametro di ben 30 cm, ma deve ancora essere chiarito se si tratta veramente degli anemoni a tappeto maximini descritti o di una specie parente.

Specie sconosciute

La dott.ssa Daphne Fautin, esperta di anemoni di mare dell’University of Kansas, è certa che gli esemplari qui presentati non sono identici a quelli a tappeto (Stichodactyla tapetum), e suppone addirittura che non appartengano neppure allo stesso genere. Una descrizione scientifica di questa specie però potrà avvenire solo dopo un impegnativo lavoro di ricerca. Verso la fine del XIX secolo molti corallimorfari (Corallimorpharia) furono inseriti, a causa della disposizione simile dei tentacoli, insieme ad altri anemoni di mare della famiglia Stichodactylidae. Oggi però si conoscono sottili differenze dell’anatomia interna e delle cellule urticanti che, da un punto di vista tassonomico, sono più importanti delle similitudini superficiali dei tentacoli. Inoltre nel frattempo si è diffuso l’esame genetico (analisi del DNA) che consente precise valutazioni circa la parentela dei singoli generi. “Inizialmente avevo anch’io ritenuto Stichodactyla tapetum come un piccolo esemplare di S. haddoni, circostanza che però si è rivelata errata dopo attenti esami (soprattutto interni)”, spiega Fautin. Insieme ai suoi studenti anche lei metterà questi anemoni a tappeto maximini sotto la lente, e speriamo di poter presto riferire circa le conoscenze ottenute.

Esistono svariate morfologie cromatiche di questo anemone di mare scientificamente ancora non descritto.

Esistono svariate morfologie cromatiche di questo anemone di mare scientificamente ancora non descritto.

“Tappeti” facili da mantenere

Nonostante tutte le pedanterie tassonomiche, nella pratica acquariologica gli anemoni a tappeto maximini godono già di un grande apprezzamento. Nella nostra azienda di acquacoltura in Florida moltiplichiamo e vendiamo questi graziosi animali urticanti già da qualche tempo, ed essi si sono altresì dimostrati straordinariamente robusti. Crescono magnificamente anche senza una particolare attenzione. Una buona illuminazione è sufficiente affinché gli anemoni a tappeto maximini si sentano a loro agio, ma possono essere anche nutriti aggiuntivamente con mangimi congelati come Artemia o Mysis, per favorirne lo sviluppo. Il biologo dott. Ronald Shimek consiglia una somministrazione mirata di cibo a tutti gli anemoni a tappeto. Negli acquari di barriera ben avviati con una ricca microfauna, i piccoli anemoni si servono anche da soli tramite gli amfipodi, i copepodi o altri minuscoli crostacei di passaggio. È del tutto normale che il nutrimento occasionalmente digerito venga espulso attraverso l’apertura boccale, e non deve preoccupare. Nel caso di una debole illuminazione può accadere che l’intensa colorazione degli anemoni a tappeto maximini possa sbiadire. Appena però gli animali riceveranno nuovamente abbastanza luce, anche la colorazione aumenterà. La maggior parte degli acquariofili tengono i loro maximini sotto lampade T5 o li illuminano con degli intensi LED. Nel caso di una illuminazione ad HQI possono essere posizionati anche nella parte inferiore dell’acquario. Come molti altri cnidari, questi piccoli anemoni diventano fluorescenti sotto una luce attinica. Al contrario di molti grandi anemoni di mare, quelli a tappeto maximini non sono animali ospiti per pesci pagliaccio, ma tuttavia possono esserlo per gamberetti o granchi commensali. Il gamberetto di Ambon (Thor amboinensis), come pure i gamberetti nani Periclimenes, vivono spesso nell’anemone Stichodactyla tapetum, e Fautin riferisce addirittura di aver osservato nell’ambiente naturale undici esemplari di Thor amboinensis in un singolo anemone. Probabilmente la predilezione di questo gamberetto per S. tapetum vale anche per gli anemoni a tappeto maximini. Nella seconda parte che seguirà a breve parleremo anche della loro moltiplicazione.

Segue parte 2