Quasi la metà di tutti i reef corallini sul territorio statunitense è in cattive condizioni. Come riferito dal rapporto del “National Oceanic and Atmospheric Administration” (NOAA), questi reef non costituiscono solo l’asilo nido per moltissime specie di pesci per alimentazione, ma soprattutto un gradiente di misurazione per la salute complessiva dell’ecosistema marino.

Gli abitanti dei reef corallini caraibici sono a serio rischio.

“I reef corallini sono uno degli indicatori più importanti per situazioni che possono risultare pericolose in relazione al clima mondiale”, spiega Timothy Keeney del NOAA. “Circa il 25 %” di tutte le specie di pesci marini vivono presso o all’interno dei reef, e il 40 % di tutti i pesci da alimentazione commercialmente catturati ne hanno bisogno per i loro discendenti. Se perderemo i reef corallini, perderemo un ambiente vitale estremamente importante. Dal rapporto del NOAA del 2005 sono trascorsi circa dodici anni, ma secondo quello recente i Caraibi hanno perso almeno il 50 % dei loro reef corallini. Le crescenti temperature dei mari ne sono la causa principale, un’altra è il calo del valore del pH dell’acqua per via dell’assunzione di anidride carbonica dall’aria (acidificazione dei mari), creata dalla combustione delle sostanze fossili. Il rapporto del NOAA, non fornisce degli interrogativi veramente nuovi, perché tutti questi fenomeni sono noti da decenni. In ogni caso, trasforma in certezze le supposizioni e spiega che i cambiamenti sono effettivamente la conseguenza dell’attività umana. Forse il fatto che nel reef vengono scoperte sempre più sostanze efficaci dal punto di vista medico e che nel frattempo queste vengono cercate in modo mirato potrà contribuire in maniera decisiva ad una più seria considerazione di questi ambienti rispetto al passato.