Diffusione

Atlantico orientale (Africa occidentale) e intero Indopacifico (dall’Africa orientale attraverso l’oceano Indiano e il Pacifico centrale fino alle Hawaii). Nel Mar Rosso e nel Golfo Arabico (o Golfo Persico) questa specie viene sostituita da Rhinecanthus assai, molto simile ma leggermente meno colorata, nonostante la letteratura scientifica indichi anche per R. aculeatus il Mar Rosso come territorio di diffusione (Harmelin-Vivien, 1990).

Descrizione

Il pesce balestra comune raggiunge una lunghezza massima di 30 cm, in acquario tuttavia rimane di regola più piccolo. La colorazione ricorda quella di un dipinto astratto con dei colpi di pennello variopinti, ed è a questo che si riconduce la sua denominazione popolare. La metà del corpo superiore è marrone, quella inferiore bianca, e innumerevoli striature si estendono radialmente dalla metà corporea verso la periferia, alcune di queste fortemente delimitate, altre molto confuse. Contrariamente alla maggioranza degli altri pesci corallini, i pesci balestra per gli scatti intensi non utilizzano i colpi della pinna caudale, la metà corporea posteriore, infatti, è rigida. Il dorso e la pinna anale formano in questi pesci il tipico orlo pinnato che ondula durante il nuoto determinando una tipica modalità natatoria (“nuoto balistiforme”).

Rhinecanthus-aculeatus

Comportamento

Nonostante che in condizioni naturali sia presente anche direttamente nel reef, Rhinecanthus aculeatus vive piuttosto sopra ai fondali sabbiosi (ad esempio le zone lagunari). Questa caratteristica è riconducibile alle sue preferenze alimentari perché, come molti balistidi, anche il pesce balestra Picasso si ciba di crostacei, molluschi ed echinodermi, che scopre tra il fondale sedimentoso soffiandovi un getto d’acqua. Occasionalmente in questa maniera preda anche qualche pesce di fondo.

Mantenimento in acquario

Sostanzialmente il mantenimento del pesce balestra Picasso non è difficile, seppure non lo si possa definire come un animale per il principiante. È altresì necessario ricordare che i mangiatori di plancton tra i balistidi (ad esempio Odonus niger) sono molto più adatti ad essere tenuti in acquario. Per via della considerevole grandezza massima un acquario per il pesce balestra Picasso è adeguato solo oltre i 1.500 litri di volume, meglio ancora se oltre i 2.000. Generalmente non infastidisce i coralli, in particolare quanto viene nutrito abbondantemente, ma i molluschi più piccoli, i crostacei e gli echinodermi non dovrebbero trovare posto nell’acquario perché, come citato, fanno parte del suo spettro di prede, Anche le tridacne della famiglia Tridacnidae vengono spesso morse. Questo balistide accetta volentieri e senza problemi ogni sorta di mangime congelato. In ogni caso, non bisognerebbe somministragli il cibo dalla mano perché con la sua dentatura può provocare severe ferite.