Sostanzialmente l’obiettivo dovrebbe consistere nel portare alla riproduzione sessuale tutti gli animali che vivono sotto la protezione umana. Di sicuro per il mantenimento sono primari altri fattori, il completamento però di un ciclo vitale è in molti casi un segnale più che certo di un allevamento consono alla specie dell’animale in questione. Bisogna ammetterlo, nel caso dei coralli una riproduzione mirata per via sessuale può, nel migliore dei casi, far parte degli obiettivi a lungo termine. Ad ogni modo, comunque bisognerebbe tentare e anche passi parziali in tale direzione costituiscono un successo. La cessione di gameti in acquario rappresenta uno di questi passi, il successo nella riproduzione degli “incubatori” un altro. Si parla di incubatori nel caso di quelle specie di corallo che non presentano sessi separati, ma che producono larve come singoli individui. Nel caso della cessione di larve da parte degli “incubatori” non si tratta ad ogni modo di una riproduzione sessuale, perché manca lo scambio di materiale ereditario tra due partner sessuali. Possiamo considerala più che altro una partenogenesi, un qualcosa che viene definita come “riproduzione monosessuale”. In ogni caso, la riproduzione dei coralli duri come incubatori consente in acquariologia di ottimizzare i metodi per l’insediamento e l’accrescimento delle larve di corallo, un presupposto sostanziale per il successo nella riproduzione per via sessuale dei coralli. Per le tre specie Scolymia wellsi, Euphyllia glabrescens e Heliofungia actiformis, la riproduzione come incubatori è stata provata, come riferisce il dott. Andrew Baird dell’AIMS (Baird, 2006), e anche per altre specie questa strategia riproduttiva è sostanzialmente immaginabile. Il punto di vista che la scienza ha sulla riproduzione dei coralli, infatti, è attualmente ancora molto incompleto.

Nel caso dei coralli Heliofungia actiformis, la riproduzione come incubatori è stata provata.

Nel caso dei coralli Heliofungia actiformis, la riproduzione come incubatori è stata provata.

In questo caso possono rivelarsi utili, per ovviare alle carenze conoscitive, soprattutto le osservazioni condotte in acquario (circostanza che tuttavia richiede un continuo scambio di informazioni tra acquariologia e biologia marina). La riproduzione spontanea in acquario dei coralli LPS attraverso la gemmazione viene osservata più o meno regolarmente, in prevalenza definita “budding”. Nei coralli duri a polipo grande esiste ad ogni modo un’altra modalità riproduttiva estremamente interessante: la formazione degli Anthocauli. Per i coralli a fungo dei generi Fungia e Heliofungia è già nota, inoltre si sono verificati dei  casi insoliti nel corallo Plerogyra. Per entrambi i generi sembra trattarsi di un processo simile, anche per la Plerogyra si può parlare di “Anthocauli”. La riproduzione viene apparentemente indotta da fattori esterni, come il temporaneo peggioramento delle condizioni ambientali. Forse per i coralli Plerogyra bisognerebbe studiare sperimentalmente le osservazioni sul processo quale metodo mirato per la riproduzione sessuale di determinati generi. È sostanzialmente supponibile che vi si possa celare un potenziale riproduttivo da considerare seriamente e che fino ad oggi è poco conosciuto.

Segue parte 2