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CORALLI 14 Free ONLINE | 2019                                                            Editoriale | 1







                Gentili lettrici e lettori,
                non bisognerebbe mai dire “mai”! “Far crescere i coralli
                duri Acropora in un acquario di barriera non sarà mai
                possibile”, mi è capitato di sentir dire una volta da Peter
                Wilkens, con profonda convinzione. In effetti, uno come
         lui doveva pur saperlo. Eravamo all’incirca verso la metà degli
         anni ’80. Un paio di anni dopo nel suo negozio specializzato in
         acquariologia di Winterthur, in Svizzera, mi riferì che i “Berlinesi”,
         primo tra tutti Dietrich Stüber, avevano semplicemente inserito a
         scopo dimostrativo un frammento di un ramo di Acropora nel
         materiale di fondo del loro acquario, per mostrargli, durante una
         sua successiva visita a Berlino, quanto vigorosamente sarebbe
         cresciuto. Era effettivamente aumentato in grandezza, come assi-
         curava sconcertato Peter Wilkens. Allora funzionava! Aveva sem-
         plicemente assistito allo sviluppo del “Metodo Berlinese”, che
         rese possibile su scala mondiale un progresso eccezionale nel        Una “immersione” nell’acquario di barriera da
                                                                              80.000 litri dell’Atlantis Marine World, a Long
         mantenimento e nella riproduzione in acquario dei coralli duri. Due buoni decenni
                                                                              Island (USA), ripresa nel 2006. Foto: B. Knop
         dopo la situazione è diametralmente opposta: poco tempo fa ho incontrato Joe Yaiullo,
         che a Long Island, New York (USA), gestisce un acquario di barriera da 80.000 litri che
         da qualche anno è popolato abbondantemente fino nell’ultimo angolo di coralli duri.
         Poche settimane fa Joe, come lui stesso mi ha riferito, ha dovuto rimuovere dalla metà
         destra della vasca per parecchi metri quadri una imponente quantità di giganteschi
         frammenti di corallo, riempiendo innumerevoli grosse cassette: la crescita era sempli-
         cemente diventata eccessiva. Spesso questi frammenti vanno ad acquari pubblici, ma
         la maggior parte di questi ciottoli corallini servono come materiale da riempimento per
         i reattori di calcio e come materiale di fondo per gli acquari: si crea semplicemente
         troppa massa corallina. L’hobby dell’acquariologia corallina durante gli ultimi due
         decenni ha subito massicci cambiamenti. Perlomeno nel campo del mantenimento dei
         coralli da un iniziale consumo di animali si è passati una produzione degli stessi. Anche
         il commercio nel frattempo è divenuto uno stimolo per questa moltiplicazione di coralli
         che è stata in larga misura professionalizzata, riducendo sensibilmente la pressione di
         raccolta dai reef. Chi l’avrebbe mai immaginato durante gli anni ’80. ..

         Buona lettura

























         Morgan Mok è convinta che  Il biologo Tod Gardner ogni anno è  La ricercatrice comportamentale
         l’acquariologia di barriera possa  nuovamente sopraffatto dalla sbornia  Prof.ssa Ellen Thaler è affascinata
         diventare ancora più “verde”, attra-  marina.       dalla comunicazione dei predatori nel
         verso una moltiplicazione dei coralli               reef corallino e alle Maldive si è guar-
         maggiormente mirata.                                data attorno con grande attenzione.
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