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CORALLI 16 Free ONLINE | 2019                                                            Editoriale | 1







                   I colori appartengono alle illusioni più belle che noi
                   umani possiamo creare! Illusioni? Certo: vediamo i
                   colori, ma essi non sono effettivamente presenti. Già il
                   geniale fisico Isacco Newton aveva stabilito che “la
                   radiazione è priva di colori”. Il biologo Eckart Voland
           formulò in maniera piuttosto obiettiva e neutrale, ma con estrema
           correttezza quanto segue: “i colori sono qualità empiriche di sola
           radiazione elettromagnetica generate dalla mente in un mondo
           assolutamente privo di colori”. Noi umani creiamo da soli i
           colori, nella nostra testa! Altre specie animali diverse da noi
           vivono quindi i colori in modo differente. Chiedete ad una pan-
           nocchia di mare che aspetto ha il suo mondo cromatico! Inoltre,
           i colori che vediamo sono tutt’altro che esattamente definiti. Il blu
           è blu, potrete pensare, e il verde è verde. Assolutamente sbagliato!
           I Berimos della Nuova Guinea percepiscono il blu e il verde
           come sfumature dello stesso colore. In Giappone il verde è del
           tutto sconosciuto, ma lo si considera una variante gialla del blu,
           la lingua giapponese non ha neppure un vocabolo per il verde.
           In Cina al contrario, il colore verde è doppiamente noto; il verde
           giallognolo e quello azzurrognolo si percepiscono come cromatismi diversi e hanno due proprie
           denominazioni. Nell’Europa centrale del Medioevo, peraltro, quello che veniva definito marrone era,
           da un punto di vista attuale, piuttosto un violetto scuro. Potete comprendere, quindi, che i colori
           che percepiamo, sono tutt’altro che assoluti, bensì una faccenda fortemente influenzata dalla cul-
           tura. La percezione cromatica umana è un sistema che rispecchia l’ambiente secondo i parame-
           tri della nostra consapevolezza. Abbiamo tuttavia ampiamente sviluppato questo sistema, sicché
           esso ci dona anche godimento, come diventa evidente al più tardi quando ammiriamo i colorati
           coralli duri in un acquario. Le cose sono andate in modo del tutto simile anche per il senso del
           gusto, che originariamente non doveva servire ad altro che a controllare la qualità del nostro nutri-
           mento. Ora il piacere che ci trasmette il “fuoco d’artificio di colori”, quando guardiamo una colo-
           rata Scolymia australis o una Acanthastrea lordhowensis nel nostro acquario, influenza anche i nos-
           tri sentimenti. È per questo che li apprezziamo. Anche se in realtà non esistono affatto!!

           Buona lettura


























           Il Prof. Roy Caldwell da molti anni  Sylvia Wiemann nell’hobby  Mario Freinschlag ha dato una bella
           è affascinato dalla mantide zebrata,  dell’acquariologia non si lascia   occhiata nel Mar Rosso osservando i
           una pannocchia di mare “alquanto  intimorire da nessuna difficoltà:  ghiozzi simbionti.
           diversa”.                 “niente è impossibile”.
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