Inizi ed ostacoli

Ho iniziato come probabilmente hanno iniziato quasi tutti: già da giovane mi interessava tutto quello che viveva nell’acqua e non è trascorso molto tempo prima che diventassi un orgoglioso possessore di un acquario di acqua dolce. Quando nel 1970 vidi l’acquario marino di mio suocero, rimasi impressionato e decisi di possedere io stesso un biotopo del genere. Feci le mie prime esperienze con l’elemento salato usando una vasca in eternit, che non rappresentava affatto un piacere per la vista. Il vetro inserito frontalmente perdeva acqua riservandomi non pochi dispiaceri. Dovetti pertanto, come molti altri, pagare inizialmente un dazio. Le carenti conoscenze sulle necessità di mantenimento degli animali marini portarono a perdite di danaro piccole e grandi.

Vista frontale dell’acquario.

Vista frontale dell’acquario.

Esperienze mediterranee

In origine il mantenimento degli animali tropicali marini costituiva il mio obiettivo dichiarato. Allora mi riservò però una grande gioia soprattutto un secondo acquario, popolato da invertebrati del Mediterraneo. Certiantidi, vermi tubicoli, paguri e gamberetti erano ospiti tanto affascinanti quanto grati, e da loro appresi molto della pratica acquariologica.

Una tecnica nuova

Dopo il successo nel mantenimento degli invertebrati nell’acquario mediterraneo, volevo ora tentare di tenerli insieme a dei pesci offrendo loro condizioni vitali tali da favorire il benessere di entrambi. Le enormi variazioni tecniche che negli anni passati hanno conquistato il mercato secondo me hanno certamente contribuito a far sì che un desiderio di questo tipo possa essere oggi sensibilmente più facile da realizzare rispetto al passato. Il grande progresso nel mantenimento dei coralli duri è derivato, suppongo, dall’introduzione di più efficaci sistemi di schiumazione, dall’utilizzo di reattori di calcio nonché dallo sviluppo di una migliore tecnica di illuminazione come quella che si ottiene con le HQI ed oggi con le T5. Personalmente nel 2002 sono passato dalle lampade HQI a quelle T5 e ho la sensazione che, attraverso la combinazione di diversi tipi di lampade, possa essere ricreato uno spettro più favorevole, per non parlare del fatto che con le lampade fluorescenti si riesce ad ottenere una migliore diffusione della luce fino nelle aree marginali della vasca. Da quando ho cambiato l’illuminazione l’intensità cromatica dei miei coralli è notevolmente aumentata, la prova migliore della qualità di questa tecnologia (anche se una parte del successo è sicuramente imputabile alla mirata riduzione del dosaggio degli oligoelementi ad appena il 25 % delle indicazione del produttore).

L’acquario in sala, un “pezzo di arredamento” magnificamente colorato, che sorprende sempre ogni visitatore.

L’acquario in sala, un “pezzo di arredamento” magnificamente colorato, che sorprende sempre ogni visitatore.

Sogni di coralli duri

In passato era già un immenso successo riuscire a tenere in vita dei coralli duri in acquario, oggi al contrario si tratta di ottimizzarne la crescita e la colorazione. All’inizio trovavo fosse un grande progresso quando una monocromatica Acropora marrone dopo molto impegno mostrava improvvisamente delle punte colorate. Nel frattempo mantengo e moltiplico coralli duri (SPS e LPS) già da oltre dieci anni, e ho anche la loro colorazione ben sotto controllo. La chiave del successo sta in questo caso nel cauto dosaggio degli oligoelementi orientato secondo la necessità. Sono particolarmente orgoglioso delle mie diverse specie di Goniopora, presenti nel mio acquario da oltre sei anni, dalle quali ho ottenuto moltissime talee che ho ceduto ad altri acquariofili. Il successo con questi coralli considerati piuttosto delicati lo riconduco in particolare al dosaggio di fito e zooplancton di mia propria produzione.

Un particolare del reef: pesci e coralli concorrono cromaticamente.

Un particolare del reef: pesci e coralli concorrono cromaticamente.

Allevamento marino

Dopo il successo nel mantenimento e nella riproduzione dei coralli duri, ho avuto bisogno di una nuova sfida, e pertanto, durante i tre anni trascorsi, mi sono dedicato soprattutto all’ambiziosa intenzione di riprodurre in acquario pesci corallini e gamberetti, stimolato da altri allevatori e articoli sull’argomento (da citare in tal senso sono in particolare gli articoli illuminanti di Wolgang Mai nella rivista CORALLI). Grazie a ciò sono riuscito ad allevare, con buoni ratei di sopravvivenza, Pterapogon kauderni, Pseudochromis fridmani e Thor amboinensis. Riguardo ai mie procedimenti utilizzati per questi progetti riproduttivi (a volte non convenzionali) fornirò più avanti volentieri altri articoli in questa rivista.

SCHEDA TECNICA

Grandezza, volume, esistenza: 160 x 65 x 60 cm (L x P x A), ca. 620 l; vasca per talee 130 x 45 x 45 cm (L x P x A), ca. 260 l; dal settembre del 2005.

Coralli: Acropora carduus, A. echinata, A. granulosa, A. humilis, A. insignis, A. valida, Montipora digitata, Po­cil­lo­pora damicornis, P. elegans, Seriatopora ca­lien­drum, S. hystrix, Stylophora pistillata, S. subseriata, Goniopora stokesi, G. lobata, G. fructiosa, Alveopora ca­talai, Eu­phyl­lia divisa, Clavularia spp., Xenia spp., Fungia sp., Sar­co­phy­ton sp., corallimorfari blu.

Pesci: Antennaride (Antennarius pictus). Invertebrati non sessili: 5 x Lysmata debelius, 4 x L. wur­demanni, 2 x Stenopus hispidus. Pesci: Zebrasoma flavescens, Z. xanthurum, 7 x Pseu­d­an­thias tuka, Pygoplites diacanthus, 7 x Zoramia lep­ta­can­tha, 4 x Pseudochromis fridmani, 2 x Synchiropus splen­­didus, Amphiprion ocellaris, 2 x Nemateleotris magnifica, 2 x Amblygobius guttata.

Illuminazione: 8 x 54 W T5 (Lampade fluorescenti: 1 x Os­ram 880, 2 x Osram 67, 1 x Aqua Blue Spezial, 2 x Coral Light New Generation, 2 x Fiji Purple); 6 x 54 W T5 (vasca per talee nel ciclo di quella principale).

Attraverso la propria coltura di fito e zooplancton si riesce a fornire ai coralli condizioni di nutrimento naturali.

Attraverso la propria coltura di fito e zooplancton si riesce a fornire ai coralli condizioni di nutrimento naturali.

Movimento dell’acqua: 3 x Tunze Stream regolabile (ca. 16.000 l/h fluddo giornaliero, di notte ca. 12.000 l/h).

Trattamento dell’acqua: schiumatoio Schuran Jetskim 150.

Apporto di minerali, manutenzione: cambio settimanale di 25 litri (con sale Tropic Marin “Pro Reef” e “Bio Actif” a rotazione; reattore di calcio Schuran Jetstream 1 durante il giorno, in aggiunta ai sali Balling; dosaggio giornaliero di oligoelementi secondo Balling (senza ferro) nel 25 % del dosaggio consigliato; inoltre, giornalmente ferro e iodio.

Alimentazione: per i coralli: zooplancton (Brachionus, copepodi, Moina salina), giornalmente un litro di di fitoplancton; per i pesci: 2 volte al giorno mangime congelato e secco a rotazione; una volta a settimana aggiunta di Tropic Marin Lipovit.

Valori dell’acqua: Temperatura: 25–16 °C; Nitrati: non misurabili ; Fosfati: non misurabili (Merck); dKH: 7–8°; Calcio: 420 mg/l; Magnesio: 1.300 mg/l; Valore di pH: 7,8–7,95; Densità: 1,023 (25 °C).