Il controllo attraverso i predatori è problematico

Le lumache del genere Heliocus si nutrono dei polipi incrostanti, ma non bastano per contrastarli.

Le lumache del genere Heliocus si nutrono dei polipi incrostanti, ma non bastano per contrastarli.

Un controllo di questi polipi incrostanti per mezzo di nemici naturali non si è dimostrato finora efficace. Ovviamente alcuni pesci angelo occasionalmente si interessano a questi polipi ed alcuni li divorano in grande quantità, tuttavia almeno nel caso della specie oggetto di questo articolo, la crescita può essere talmente rapida che le perdite vengono rapidamente compensate. Anche l’impiego di lumache (Heliacus sp.), non si dimostrò una soluzione utile al problema, dato che l’appetito delle lumache era minore del rateo riproduttivo dei polipi. In una vasca da sperimentazione la lumaca venne mantenuta su di una colonia: nonostante le continue perdite, i polipi si moltiplicarono in maniera estremamente rapida. Mebs (2000) consiglia come predatore il pesce lima Alutera scripta, che si nutre di questi polipi. Purtroppo non avevamo a disposizione questa specie dallo sviluppo rilevante per testarne l’efficacia nel contrastare i polipi. Comunque anche se la lotta biologica fosse efficace, la secrezione prodotta dai polipi strappati, influenzerebbe molto negativamente sulla popolazione di coralli duri.

Così si possono rimuovere i polipi incrostanti

Attrezzatura con lama metallica per la rimozione durante il risucchio: un piccolo gancio angolare adeguatamente affilato, viene fissato con due bande di nylon alla tubazione.

Attrezzatura con lama metallica per la rimozione durante il risucchio: un piccolo gancio angolare adeguatamente affilato, viene fissato con due bande di nylon alla tubazione.

Le rocce fittamente ricoperte devono essere tolte dall’acquario. Quelle fissate o cementate possono essere liberate dai polipi risucchiandoli singolarmente con un tubo (da 9 mm circa di diametro interno) dopo averli tagliati alla base con una piccola forbice. Funziona anche con con una lama affilata, ma la forbice è più adatta. Come alternativa si può fissare direttamente al tubo un attrezzo per tagliare o grattare via i polipi dalla roccia.E’ necessario fare attenzione però che questi vengano rescissi fin dalla base, per fare in modo che la minor secrezione possibile possa contaminare l’acqua, risucchiandoli il più possibile. Successivamente le rimanenze dei polipi vanno spazzolate via con l’uso di uno spazzolino da denti. Anche in questo caso risucchiare il tutto con il tubo. Scaldando e ripiegando lo spazzolino si riesce meglio a spazzolare il substrato. Per evitare il ripopolamento da piccoli resti, bisognerebbe impiegare dell’idrossido di calcio miscelato con acqua fino a renderlo una pasta consistente riscaldandola brevemente in un forno a microonde, in questo modo la pasta assumerà una certa consistenza, come d’altronde già spiegato nel numero 2 di Coralli. Questa massa viene spalmata con l’ausilio di una iniezione sopra ai resti dei polipi, cercando di coprirli omogeneamente. Se si lascia per circa due settimane questo strato sopra alla roccia da trattare, difficilmente ci si dovrà aspettare una ricrescita dei polipi. Un impiego di questa tecnica su dei polipi intatti invece non ha portato, neanche dopo ripetuti trattamenti, a risultati oltre ad un loro temporaneo sbiancamento ed indebolimento, dai quali i polipi si ripresero rapidamente. Bisogna quindi rimuovere prima i polipi meccanicamente. I coralli che si sono dimostrati sensibili alla tossina di questi invertebrati, andrebbero preventivamente rimossi ed almeno per qualche giorno mantenuti in una vasca separata. In aggiunta anche questi devono essere ispezionati per localizzare ogni eventuale presenza dei polipi incrostanti. W. Czech consiglia il seguente procedimento: miscelare un cucchiaio da cucina ben ricolmo di idrossido di calcio con un ottavo di litro di acqua marina e raffreddare tale soluzione. Interrompere la circolazione dell’acqua dell’acquario e cospargere la mistura di idrossido di calcio con una iniezione sul disco boccale dei polipi incrostanti. Attraverso il raffreddamento, il peso specifico della soluzione aumenta cosicché nell’acqua dell’acquario più calda, aderisce meglio ai polipi. Secondo Czech quest’ultimi vengono irreversibilmente danneggiati. Dopo circa 30 minuti la circolazione dell’acqua può essere ripristinata. Czech è riuscito in questo modo ad eliminare giornalmente in un acquario da 60 litri fino a 20 singoli polipi, senza riscontrare effetti negativi sui suoi coralli duri.

Prestate attenzione alla vostra sicurezza

Quando maneggiate i polipi durante la rimozione usate sempre dei guanti, meglio quelli lunghi in latex con protezione dell’avambraccio. Anche quando i polipi vengono semplicemente estratti dall’acqua, secernono molto muco. Se ci si ferisce tagliandosi con una parte affilata della roccia, ci sarà da temere una forte infezione del tessuto. La palitossina è particolarmente pericolosa per gli occhi. Per questo quando si lavora con questi polipi specialmente fuori dall’acqua è consigliabile prestare sempre la massima attenzione!

– Proteggersi sempre gli occhi contro eventuali spruzzi di secrezione portando degli occhiali, spesso i polipi esplodono quando li si maneggia.

– Non toccarsi mai la faccia con le mani durante queste operazioni, per evitare di portare inavvertitamente della secrezione verso gli occhi.

– Una volta terminato lavarsi mani ed avambracci accuratamente con sapone per rimuovere ogni eventuale presenza di secrezioni.

Maggiori informazioni sull’argomento nel nr. 73 di CORALLI

Parte 1

Parte 2